Parmalat, oggi Lactalis prende il controllo

Previsto stamane il passaggio di consegne del controllo di Parmalat ai francesi di Lactalis.
A palazzo Soragna, sede dell’Unione Parmense degli industriali, Enrico Bondi, dopo quasi otto anni, lascia la guida di Parmalat, da lui riportata in Borsa nel 2005, e al suo posto, in qualità di amministratore delegato, si insedierà con ogni probabilità Antonio Sala, presidente di Lactalis Italia e manager di fiducia di Emmanuel Besnier. Alla presidenza, invece, arriverà l’ex amministratore delegato Enel Franco Tatò, figura poco gradita dal ministero del Tesoro, strenuo sostenitore della (mancata) difesa dell’italianità di Parmalat.

Cambio della guardia. Salvo sorprese, l’assemblea di stamane decreterà il cambio della guardia alla guida del gruppo alimentare. In realtà i francesi di Lactalis, forti del 28,9% già dichiarato più i 23,7 milioni di azioni già consegnate all’ Opa, che si concluderà solo l’8 luglio, potranno eleggere il nuovo consiglio, nel quale sembrerebbe scontata la presenza di Enrico Bondi, dato che la lista Intesa Sanpaolo che prevedeva il suo nome, infatti, è stata ritirata.
Le liste rimaste in corsa sono ora soltanto tre. Quella dei francesi, con Franco Tatò, che si aggiudicherà almeno 9 consiglieri su 11, quella di Assogestioni e quella dei tre fondi Skagen, Zenith e Mackanzie, non più azionisti ma gratificati a suo tempo da un premio, 2,8 euro per azione, non concesso agli altri soci in sede di Opa, dato che la dirigenza di Lactalis non ha voluto aumentare l’offerta iniziale a 2,6 euro. C’è anche chi ipotizza, inoltre, che su quest’ultima lista potrebbero convergere i voti di protesta, comunque previsti in misura ridotta.

 M.N.