Presidenziali Usa: il Tea party si fa avanti con la Bachmann

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:43

La corsa alle prossime presidenziali del 2012 negli Stati Uniti sembra avviarsi a pieno regime. E soprattutto cominciano a delinearsi i possibili avversari del presidente Obama. Uno su tutti Michelle Bachmann, l’emergente stella del Tea Party, movimento ultra conservatore e antitasse. E’ dal Minnesota che ha lanciato la sua candidatura alla prossima tornata elettorale: “Mi trovo qui oggi per annunciare che possiamo vincere nel 2012 e che vinceremo”, ha detto la Bachmann dal palco di Waterloo, la sua cittadnina natale nell’Iowa.
Il giorno del suo esordio difronte al suo pubblico di casa, non poteva mancare ovviamente l’attacco diretto al primo inquilino della Casa bianca: “Non possiamo permetterci – ha aggiunto infatti – quattro anni in più con il presidente statunitense Barack Obama”. I rilievi sono quelli che tutti gli muovono. Debito pubblico, disoccupazione e costo della benzina saliti a livelli insostenibili per gli americani.
Una camapagna elettorale, quella della Bachmann, che la impegna subito nel confronto con Mitt Romney, repubblicano che sembra essere uno dei principali candidati a rappresentare la destra alle presidenziali. Secondo i primi sondaggi sulle intenzioni di voto la stella del Tea Party si attesterebbe intorno al 22%, contro i 23 punti dell’ex governatore del Massachussets.
E sono stati proprio i sondaggi a spingere il probabile successore di Sarah Palin a compiere il grande passo. Il tutto è partito da un rilievo statistico fatto dal giornale locale Des Moines Register che, appunto, ha riconosciuto alla Bachmann buone possibilità di concorrere a guidare l’opposizione nell’imminente sfida contro Obama. Prossime tappe di campagna elettorale già annunciate: New Hampshire e Carolina del sud, dove nel novembre 2012 si terranno le prime primarie repubblicane per la selezione dei candidati.
A sostenere la sua candidatura, inoltre, ci sono già autorevoli voci. Come la Cnn che la reputa una “alternativa credibile”, contro gli altri candidati “amici dell’establishment, con le tasche profonde e una lunga carriera politica”.

Cristiano Marti

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