Rifiuti: Caldoro presenta un dossier in Procura. Lega: No al dl per Napoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:29

Napoli – Il presidente della regione Campania, Caldoro, è indagato per epidemia colposa, ed è stato interrogato per circa due ore. La Lega: “O nel decreto c’è scritto che potranno essere portati solo nelle regioni confinanti o non lo votiamo“. Per il ministro della Salute Fazionon ci sono reali rischi di malattie“.

Caldoro in Procura – Il presidente della regione Campania è stato indagato per epidemia colposa dopo l’ennesima crisi rifiuti a Napoli e provincia.
La situazione è al collasso con centinaia di tonnellate di rifiuti per le strade che hanno provocato forti reazioni da parte dei cittadini.
Caldoro è stato ascoltato dai giudici per circa due ore, interrogato dal pm Francesco Curcio della sezione reati contro la pubblica amministrazione, al quale ha consegnato una relazione. “E’ stato un incontro cordiale e sereno nel corso del quale il presidente della Campania ha fornito dei chiarimenti agli inquirenti“, ha spiegato l’avvocato Alfonso Forgiuele, legale del governatore campano.
Caldoro ha inoltre spiegato al magistrato la sua versione sull’andamento della crisi, i motivi dell’emergenza rifiuti per quanto accaduto negli ultimi nove mesi di crisi.

Fazio: No pericoli – Il ministro della Salute Fazio ha minimizzato la situazione: “Dal punto di vista della salute e delle malattie non ci sono realmente rischi“. Ciò non vuol dire affatto sottovalutare l’importanza del problema rifiuti, che va risolto al più presto perchè compromette fortemente il benessere dei cittadini“.

Il no della Lega al dl – La Lega torna a minacciare la tenuta della maggioranza sui rifiuti. E’ tornato a parlarne il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che ribadisce il no della Lega al trasferimento della spazzatura al Nord. “O nel decreto c’è scritto che potranno essere portati solo nelle regioni confinanti alla Campania, in modo che restino lì, oppure quel decreto non passerà“, ha detto Calderoli alla festa del Carroccio a Zogno.

Matteo Oliviero