Festival Villa Arconati: Raphael Gualazzi mostro di bravura dai calzini a righe

Artista poliedrico, compositore, eccellente cantante e pianista. Raphael Gualazzi – dopo il successo ottenuto nelle date dell’anteprima tour (tenutosi nel marzo scorso) – affronta il suo primo e vero tour italiano, per presentare dal vivo il suo album “Reality And Fantasy”presso i più importanti palchi italiani. Il musicista si avvale della collaborazione di jazzisti di tutto rispetto, come Christian Marini (batteria e percussioni), Manuele Montanari (contrabbasso e basso elettrico), Luigi Faggi Grigioni (tromba e flicorno), Max Valentini (sax baritono e contralto), Enrico Benvenuti (sax) e Giuseppe Conte (chitarra).

Newnotizie ha presenziato alla sua performance tenutasi ieri sera nella splendida cornice della milanese Villa Arconati: un sito di gran classe che ha accolto degnamente le note prodotte da Gualazzi il quale si conferma un vero e proprio mostro di bravura: carismatico e stralunato alchimista del Jazz capace di fondere infinite contaminazioni sfiorando vette di altissimo livello. Un pubblico coinvolto e partecipe in una maniera che raramente ci è capitato di registrare, nonostante Raphael sia rimasto incollato al suo magnificente pianoforte bastava una smorfia, un’inflessione della voce, un gioco di note particolarmente ardito per infiammare letteralmente la platea. Il talentuoso trentenne si rivela non soltanto un musicista di indiscutibile livello ma anche un performer incredibilmente seducente per la folla. Affascina l’equilibrio perfetto di eleganza e preparazione che si scioglie e stempera di colpo in piacere ludico che Gualazzi e i suoi musicisti regalano mediante i momenti di improvvisazione, ed è proprio in quei momenti che affiora violento l’estro del fuoriclasse che, come vezzo, si concede dei calzini a righe rosse.

Insomma, teoricamente “tutti quanti voglion fare Jazz”, praticamente fare Jazz in modo credibile è per pochi eletti. Ci vuole, bravura, preparazione, talento…certo che sì, ma soprattutto stile, innato e naturale. Raphael Gualazzi sarebbe la perfetta colonna sonora per una festa dell’elegante Gatsby, dotato di quel fascino retrò che ha il sapore di tabacco e dopobarba. Evocativo ai massimi livelli.
Il pubblico non lo lascia andare via, standing ovation, tutti in piedi lo richiamano per il bis una, due, tre volte e, tutte le volte il Gualazzi torna. E un pensiero semi triste ci affligge, il pensiero del “se”. Se Raphael Gualazzi non avesse partecipato e vinto a Sanremo l’Italia non si sarebbe mai accorta di lui e come lui chissà quanti altri fuoriclasse in attesa di un degno riconoscimento che, temiamo, non arriverà mai.

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Valeria Panzeri

Fotografie di Pier Luigi Balzarini, in esclusiva per Newnotizie