Fragole, benefiche contro il diabete e le malattie cardiovascolari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:26

Fragole, ottime contro l’invecchiamento. Le fragole potrebbero rallentare l’invecchiamento e allontanare il rischio di malattie cardiovascolari. Mangiare mezzo chilo al giorno di questi frutti rossi, molto amati dai grandi e dai più piccoli, è un vero toccasana per la salute: le fragole contengono tanti antiossidanti e flavonoidi che vengono rilasciati nell’organismo, aiutandolo appunto a prevenire malattie dell’invecchiamento come diabete, cancro, patologie coronariche.

Lo studio italo spagnolo. A confermare le proprietà benefiche delle fragole è un nuovo studio italo-spagnolo, condotto dall’UNIVPM (Università Politecnica delle Marche) e dall’Università di Granada (Spagna) e pubblicato sulla rivista Food Chemistry. Lo studio, condotto su 12 volontari sani, ha evidenziato che mangiando mezzo kg di fragole al girono si combatte efficacemente l’azione dei radicali liberi e si mantiene l’organismo sano, giovane e in forma. Al campione analizzato sono state somministrate, per due settimane, dosi abbondanti di fragole. Durante e dopo il periodo dei test, e precisamente a distanza di 4, 8, 12, 16 e 30 giorni dall’inizio della “dieta”, gli studiosi hanno analizzato dei campioni di sangue dei partecipanti. I risultati mostravano come, giorno dopo giorno, i globuli rossi, grazie alla grande quantità di sostanze antiossidanti contenute nel frutto rosso, sviluppassero una maggiore resistenza allo stress ossidativo.

Mezzo kg di fragole al giorno. “Abbiamo dimostrato che alcune varietà di fragole eritrociti rendendo più resistenti allo stress ossidativo. Questo fatto potrebbe essere di grande importanza se si tiene conto che il fenomeno può portare a gravi malattie” ha dichiarato soddisfatto il dottor Maurizio Battino. I prossimi passi che il professor Battino e i suoi colleghi si accingono a fare saranno studiare i diversi benefici apportati all’organismo a seconda della varietà di fragole e valutare i cambiamenti che avvengono nel sangue, quando si assumono porzioni meno abbondanti del frutto, come di solito succede nella vita quotidiana.

Adriana Ruggeri

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