Manovra Tremonti: la bocciatura dell’opposizione

Le anticipazioni trapelate sulla manovra economica presentata ieri dal ministro Giulio Tremonti ai suoi hanno già suscitato le reazioni indispettite dei leader dell’opposizione. “Siamo alla farsa drammatica“, ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha rinnovato l’invito ad andare a votare prima che sia troppo tardi. “E’ l’ultimo atto di irresponsabilità totale”, ha tuonato anche il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini, mentre Antonio Di Pietro ha parlato di inaccettabile “furbata” degna della prima Repubblica.

Bersani: Un regalino impegnativo – “E’ chiaro che temendo di perdere le prossime elezioni, ci vogliono lasciare un regalino di 40 miliardi di euro per il 2013-2014. Vuol dire che aspettano se ne occupi qualcuno più bravo di loro. Così non è una cosa seria”. Le indiscrezioni sulla manovra “light” di Giulio Tremonti, intenzionato a “spalmare” nei prossimi due anni la parte più sostanziosa del provvedimento economico, sono appena trapelate e il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, va già su tutte le furie. “E’ evidente che stanno cercando di tenere insieme tutto per tirare avanti – ha continuato il democratico nella sua impietosa analisi – Non penso neanche che lui (il ministro Tremonti, ndr) abbia intenzione di mollare, anche se è evidente che hanno difficoltà a reggere questa operazione nel Paese”.

Una farsa drammatica – La bocciatura del numero uno del Pd è categorica: “Siamo alla farsa drammatica“, ha rincarato l’ex ministro dello Sviluppo economico, che ha poi precisato: “Aspettiamo di leggere i testi, ma da quel che sento non vedo il coraggio di affrontare i veri problemi. Non ci mettiamo lì a condividere una manovra con loro, anche perché se siamo a questo punto – ha osservato Bersani – vuol dire che in questi anni hanno sbagliato più di qualcosa”. E ancora: “Noi abbiamo le nostre proposte – ha ripreso il segretario dei democratici – su fisco, pubblica amministrazione, giustizia civile, se vogliono discutiamo quelle”.

Italiani al buio – Non solo: “Se gli accordi sono questi – ha continuato Pier Luigi Bersani – è normale che la Lega esca tranquilla ma gli italiani lo sono meno perché in questo momento sono in mano a nessuno. Il buio è adesso – ha concluso il segretario del Pd – ed è meglio una scossa e andare a votare subito, di fronte alla testarda volontà di questo governo di sopravvivere senza però riuscire a fare nulla”.

Casini: Irresponsabilità totale – Parole che hanno fatto il paio con quanto dichiarato dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: “Non voglio credere che le anticipazioni sulla manovra corrispondano alla realtà – ha detto ieri il centrista – Saremmo all’ultimo atto di irresponsabilità totale. Scaricare sul 2013 tutto il peso e l’onere di una manovra rischia di essere sleale e rischiamo di pagare molto cara questa furberia già dai prossimi giorni. Noi abbiamo detto al governo che sosteniamo la manovra se è fatta di scelte impopolari – ha precisato Casini – se mette in sicurezza i conti pubblici. A fronte di una disponibilità di una parte dell’opposizione a sostenere la manovra, prevalgono le furberie”.

Il pericolo dei mercati finanziari – E per rendere ancora più esplicito il messaggio: “Hanno vinto tutti coloro che tirano a campare – ha rincarato il leader dell’Udc – che sono indifferenti ai contenuti della manovra. La prima a perdere è l’Italia, questa manovra rischia di avere una ricaduta pessima sui mercati finanziari, vorrei ricordare il differenziale sugli interessi tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. Bisogna fare subito la parte, e noi eravamo disponibili – ha ribadito Casini – Se questa indiscrezione è confermata vorrebbe dire che siamo all’irresponsabilità”.

Di Pietro: Furbata da prima Repubblica – E il numero uno dell’Idv? “La cosa che non accetteremo mai – ha commentato Antonio Di Pietro – è l’ipocrisia di dire: ‘facciamo una manovra da 40 miliardi con impegni che partiranno nella legislatura prossima, quando o non ci saremo più noi, o se ci saremo non dovremo più rendere conto dopo pochi mesi agli elettori. Questa furbata di non prendere impegni adesso per rinviarli a dopo le prossime elezioni – ha insistito l’ex togato – è una furbata vetero-democristiana, da prima Repubblica, che non possiamo accettare”. Nella giornata di ieri, il leader dell’Idv ha illustrato i punti focali della contro-manovra che ha inviato al ministro dell’Economia per fornire il suo contributo alla difficile “regolamentazione” dei conti. “Noi esamineremo voce per voce la manovra di Tremonti – ha annunciato Di Pietro – e alla fine diremo un sì o un no. Se poi il ministro Tremonti voterà i nostri emendamenti ne saremo ben felici”.

Maria Saporito