Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Melania, testimone smentisce Parolisi: Ero a Colle e non vidi nessuno

Melania, testimone smentisce Parolisi: Ero a Colle e non vidi nessuno

Nel giallo di Ripe di Civitella, un altro personaggio – fino ad ora sconosciuto a tutti, tranne che agli investigatori – si ritaglia un ruolo, giudicato dai più come la possibile chiave di volta per una trama che invece pare arricchirsi di elementi e spunti, senza dare l’impressione di essere instradata all’interno di una cornice interpretativa omogenea: come se lo scrittore non avesse idea di come concludere il proprio racconto. Fogli strappati, cancellature, indecisioni.
La versione fornita agli inquirenti dal caporalmaggiore Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, la donna trovata cadavere il 20 aprile, potrebbe aver trovato sulla propria strada verso l’affermazione della verità, l’ennesima smentita.

Area giochi – Una donna di circa trent’anni avrebbe dichiarato di essersi trovata sul pianoro di Colle San Marco il 18 aprile scorso, giorno in cui la vittima – secondo il racconto del marito – scomparve. La testimone avrebbe negato di aver visto nell’orario indicato da Parolisi qualcuno vicino alle altalene dell’area giochi: né Melania, né la piccola figlia Vittoria, né infine lo stesso presunto uxoricida.
La trentenne sarebbe stata a Colle San Marco dalle ore 14 alle ore 15,30, coprendo dunque l’intera fascia oraria incriminata. Secondo alcune indiscrezioni a suffragare questa versione dei fatti esisterebbe anche una registrazione di una telecamera di sorveglianza e il racconto di altre persone.
A dare notizia di questa presunta nuova svolta nelle indagini è stato il settimanale Oggi che aggiunge un particolare relativo anche al bosco delle Casermette, il luogo in cui il corpo della donna è stato poi trovato: “Il 18 aprile il bosco delle Casermette – si legge sul sito del settimanale – era più isolato del solito e non poteva essere raggiunto in auto. Perché allora la strada tra Ascoli e Teramo era franata in più punti. In particolare, in direzione Teramo la provinciale era interrotta da una montagna di detriti. Per evitare alle auto di andare in quella direzione, il bivio a 800 metri dal bosco delle Casermette era stato addirittura transennato con barriere mobili. Ma per chiunque sarebbe stato facile spostare quelle barriere, per poter entrare senza il rischio di incrociare altre automobili e dirigersi sulla stradina che porta bosco”.

S. O.