Rotondi choc: La casta va coccolata

Dal coro dei sostenitori della manovra economica presentata ieri dal ministro Tremonti ai colleghi di governo si è distaccata la voce di Gianfranco Rotondi. Il responsabile dell’Attuazione del programma è convinto che quella di intervenire sui privilegi concessi ai parlamentari sia una scelta suicida. “Dobbiamo tenerceli buoni, coccolarli – ha spiegato Rotondi riferendosi a deputati e senatori – altrimenti non si arriva al termine della legislatura”. Un suggerimento “spericolato”, con il quale il ministro senza portafoglio ha spiazzato un po’ tutti, ammettendo anche lo scarsissimo grado di popolarità di cui i politici godono presso i cittadini: “E’ inutile negarlo – ha detto Rotondi – la gente ormai ci detesta“.

Nessuno tocchi i privilegi – “Le misure contro i privilegi della politica le considero un insulto alla intelligenza”. Così Gianfranco Rotondi, in un’intervista a Libero, ha oggi fornito il suo contributo alle considerazioni sulla manovra economica presentata ieri da Giulio Tremonti ai suoi colleghi. Il “sacrificio” chiesto dal ministro agli appartenenti alla “casta” è – a giudizio di Rotondi – una scelta suicida, destinata a segnare la fine dell’attuale esecutivo. “Forte del fatto  che nessuno, neanche all’opposizione – ha spiegato Rotondi – vuole andare al voto, Berlusconi deve avere un’unica preoccupazione: coltivare i rapporti con Camera e Senato”.

Parlamentari da coccolare – “Teniamoci buoni i mille parlamentari – ha tagliato corto il pidiellino – Non possiamo dargli l’aumento, ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare al termine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare. Perché, inutile negarlo – ha detto in uno slancio di sincerità il ministro – la gente ormai ci detesta“. E per fugare ogni dubbio, il responsabile dell’Attuazione del programma ha meglio dettagliato: “Se uno un giorno dice a deputati e senatori che vanno dimezzati, il giorno dopo che taglia loro gli stipendi, quello successivo che gli toglie l’auto blu – ha spiegato il pidiellino – allora è un kamikaze, significa che vuole proprio farlo cadere questo governo”.

Politici sputtanati dalle tv – Un rischio che il presidente del Consiglio non può assolutamente correre e che deve scansare ridimensionando le sue aspirazioni: “Il premier – ha ripreso Rotondi – deve rassegnarsi al fatto che in diciotto mesi non può fare le riforme istituzionali, né la riforma della giustizia e neppure quella fiscale. Al massimo si può far approdare qualche legge in Parlamento”. Per sfangare, ha insistito il ministro, bisogna investire sulla tutela dei privilegi di pochi. “Tanto più impopolari di così – ha ribadito Rotondi – Il deputato oggi è uno sputtanato che va per la pagnotta, questo è il giudizio che ci siamo cuciti addosso, per merito dei comici, delle trasmissioni tv”.

Il Parlamento come la salute – E ancora: “Un tempo si accusava i politici di rubare – ha osservato l’esponente del governo – oggi gli si rimprovera solo di avere dei privilegi previsti dalla legge. Ma attenzione, questa furia antipolitica finisce per essere antiparlamentare e il Parlamento – ha concluso Rotondi – è come la salute: ti rendi conto che è importante solo quando non ce l’hai più”. O come direbbe Giulio Andreotti: il Parlamento logora chi non ci sta.

Maria Saporito

P.S. Per correttezza giornalistica, avvisiamo i lettori che tra i commenti all’articolo vi è anche una precisazione fornita dal ministro Gianfranco Rotondi in persona.