“Storia nostra all’antica osteria”: cantando e ridendo a Roma

Da stasera e fino al dieci luglio sarà possibile assistere ad uno spettacolo del tutto particolare presso il Giardino della Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo di Roma. Si tratta di una pièce teatrale, il cui titolo è “Storia nostra all’antica osteria”. Toni Fornari ha adattato al mondo del teatro un’opera di Cesare Pascarella, alla quale sarà data vita dai corpi e dalle voci degli attori Stefano Messina, Toni Fornari, Emanuela Fresi,  Simone Leonardi, Claudia Campagnola, Roberta Albanesi. Stefano Messina, oltre a prendere parte attivamente allo spettacolo, è il regista dell’opera. Le musiche sono di Enrico Blatti, ed i testi delle canzoni sono di Toni Fornari. Marco Zara si è occupato delle luci.

Di che si parlerà? Probabilmente Roma non è il solo luogo al mondo in cui la storia si fa per le strade, e non nei salotti. Nei salotti può essere progettata la storia grande, quella che si svolge e si sviluppa senza guardare in faccia al popolo, ma per strada ci sono quelli che la storia la vedono dal basso, la subiscono, la conoscono meglio di chi l’aveva pensata. È così che all’interno di un’osteria di fine ottocento, luogo in cui è ambientata l’opera, si parla di storia, si racconta, si canta. La storia di cui si parlerà nella simpatica osteria di “Storia nostra all’antica osteria”, inizierà con la città di Roma e finirà con l’unità d’Italia, evento che si vuole omaggiare e ricordare.

Ridendo e cantando nella scanzonata osteria si parla di storia davvero, e oltre che dell’Italia di centocinquant’anni fa ci si ricorda anche di Cesare Pascarella, che scrisse il poema in versi che grazie a Toni Fornari è diventato capace di adattarsi meglio al teatro. Un’opera fresca, gioviale, divertente e scanzonata: tutti coloro che sono stufi di ricordare l’unità d’Italia al suon di polpettoni indigesti, possono fare un salto al Gianicolo, per mandar giù con un buon bicchiere di vino d’osteria i bocconi che faticano a scendere. Ogni sera a fare da “spalla” allo spettacolo vi saranno le cosiddette “Scapigliature Garibaldine”, storie della Repubblica Romana risalenti al milleottocentoquarantanove.

M.C.