Ergastolo a Restivo: uccise la Barnett. Verbali usati nel processo Claps?

Danilo Restivo passerà la sua vita in carcere. A deciderlo è stata la Corte di Winchester che ha emesso la sentenza sul processo relativo all’omicidio della sarta Heather Barnett, trovata cadavere nel 2002. Fin dalle prime indagini gli indizi portavano al trentanovenne – all’epoca dei fatti non ancora trentenne – di Potenza, trasferitosi in Inghilterra da tempo dopo che nella città natale era sospettato di un altro omicidio: quello della quindicenne Elisa Claps, scomparsa nel settembre del 1993 e i cui resti furono ritrovati l’anno scorso nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità della città lucana.

Verdetto – La colpevolezza di Danilo Restivo nel delitto Barnett era stata già decretata ieri dalla giuria popolare che si era pronunciata all’unanimità a favore della condanna del controverso imputato. Oggi, invece, è giunta la decisione relativa alla pena che dovrà scontare Restivo: l’ergastolo.
L’epilogo del processo inglese, adesso, potrebbe avere dei riflessi sull’andamento di quello in corso a Salerno per l’assassinio di Elisa Claps. Già ieri gli avvocati della famiglia della vittima avevano ipotizzato l’utilizzo dei verbali del processo britannico, in quanto in quelle carte ci sarebbero elementi che rafforzerebbero la validità delle accuse contro il trentanovenne anche nel dibattimento in Italia.

Avvocati – L’avvocato Giuliano Scarpetta aveva dichiarato a tal proposito: “Parlano i faldoni che contengono gli atti dell’indagineIl pm inglese ha individuato analogie e similitudini tra i due delitti”.
Alle sue parole aveva risposto il legale di Restivo, l’avvocato Mario Marinelli che aveva così commentato: “Per il nostro diritto credo non debba incidere per niente. Poi, se si cercano sovrapposizioni forzate, tutto è possibile”.

S. O.