MotoGP, Rossi al Mugello senza Burgess: “Dobbiamo fare bene”

MotoGP, assente Burgess – La gara del Mugello è certamente uno degli appuntamenti più attesi del calendario da parte di Rossi e Ducati. Sia il pilota che la squadra infatti vedono nel circuito toscano una sorta di seconda casa, un particolare affetto e clima in grado di rendere tanto unica quanto importante la gara prevista per questa domenica. Il sogno sarebbe quello di regalare ai tifosi la prima vittoria stagionale, ma già adesso pare più che improbabile questo obbiettivo visto che, oltre alle solite difficoltà di feeling e set-up, il box rosso dovrà fare a meno dell’importante figura di Jeremy Burgess. Il capotecnico australiano sarà assente causa urgente intervento chirurgico della moglie Claudine, motivo più che importante che stringe tutto il motomondiale attorno ad un sincero augurio di pronta guarigione. Max Bertolini quindi viene nominato nuovo capotecnico mentre il suo posto verrà preso da Fabiano Sterlacchini, proveniente dalla struttura privata dell’infortunato Loris Capirossi.

Tante speranze – Decisi e mirati cambiamenti che, si spera, dovrebbero consentire al pilota di Tavullia di lavorare nelle miglior condizioni possibili anche senza l’ormai leggendaria figura del bravo “Geremia”, come lo chiama Rossi che dichiara: “Prima di tutto vorrei farli un grande in bocca al lupo. Ci mancherà molto nel box ma lo aspettiamo per il Gran Premio del Sachsenring. Nel frattempo noi dovremo cercare di fare bene al Mugello dove è vero che abbiamo girato con la GP12, ma anche che la nostra moto, essendo una 800cc, risponde in maniera un po’ diversa alle regolazioni, oltre ad essere nella prima sua fase di sviluppo” Il fatto di correre con una moto totalmente nuova lascia parecchi punti interrogativi, ma già durante i vari test svolti qui nei mesi scorsi la Desmosedici ha mostrato una maggiore competitività.

Ritorno piacevole – Sarà perciò di vitale importanze ritrovare la giusta alchimia in modo da sfruttare completamente questo potenziale: “Sarà importante trovare rapidamente la strada giusta per il set-up perché migliorare ad ogni turno è fondamentale per qualificarsi in una buona posizione. La pista è una delle mie piste preferite e sono sempre andato piuttosto forte. Tornarci dopo l’incidente non mi crea problemi anche perché quando ho fatto i test mi ha fatto solo un grande piacere guidare lì, come sempre” Nessun timore quindi nonostante il brutto infortunio del 2010, bensì un sincero desiderio di fare bene e regalare sia a Jeremy che a tutti gli appassionati un motivo per sorridere e sperare. Magari dicendo fine a questo periodo buio ed iniziando per davvero l’agognato recupero nei confronti delle altre case.

Riccardo Cangini