MotoGP, polemiche che fanno male. A tutti.

MotoGP, troppo veleno – Quando uno occupa stabilmente le prime posizioni, è ovvio che l’attenzione mediatica e non cresca enormemente. Lo sa perfettamente Marco Simoncelli, prima un debuttante costantemente in affanno con le potenti 800 ed ora una vera e propria freccia bianca in grado di battere ogni tipo avversario. Ma se in pista la situazione è ottima fuori, o meglio, dentro il paddock è un continuo rincorrersi di attacchi e polemiche intorno alla figura del capelluto centauro. I piloti (e media) spagnoli non hanno mai provato una forte simpatia nei suoi confronti già ai tempi delle 250, ma adesso tutto sta peggiorando e, inevitabilmente, le posizioni si stanno radicalizzando.

Posizioni inconciliabili – Dopo il turno di prove libere i progagonisti del motomondiale si sono riuniti nella consueta Safety Commission per parlare si sicurezza e vedere cosa fare per rendere questo sport il meno pericoloso possibile. Ma se un tempo le proposte portavano a cambiamenti concreti con il benestare di tutti, organizzazioni comprese, oggi l’appuntamento da modo alla polemica di prendere il sopravvento, rendendo impossibile la tanto agognata riappacificazione. Ancora una volta si è discusso sul comportamento che Simoncelli tiene in pista, prendendo ad esempio i contatti avvenuti con Pedrosa prima e Lorenzo poi. In pratica si chiede che l’italiano stia più attento sopratutto nelle fasi iniziali della corsa, evitando azioni troppo rischiose. Ma all’uscita Jorge è scuro in volto: “Abbiamo provato a spiegare a Marco dove sbaglia, ma lui non ha capito niente. E’ inutile parlarci

Manca il senso – Nulla da fare quindi. Pedrosa e Puig non gli rivolgono più la parola, il campione del mondo in carica non nutre più rispetto nei suoi confronti. Che cosa sta accadendo? Marco dal canto suo è chiaro quando dice: “Parliamo due lingue diverse. Così è inutile discutere“. Due modi di vedere lo stesso fatto troppo diversi, un conflitto sempre più accesso che però non porta da nessuna parte. Già molti parlano di una sorta di “alleanza contro il Sic“, prontamente bocciata dal veterano Rossi: “Spero che questo non sia vero. Io con Marco parlo spesso e gli do i miei consigli che sono sempre gli stessi: rimanere calmo e guidare anche con la testa. Ma tutto questo accanimento contro il Sic ha poco senso“. Ed è questo il punto. Che fine ha fatto il significato di questa storia? Gli attriti nel mondo delle corse sono sempre esistiti, perchè non si vuole parlare sinceramente? Perchè si continua con questa politica? Di certo siamo nella direzione sbagliata, urgono cambiamenti. E sorrisi.

Riccardo Cangini