Libia, Unione Africana: Gheddafi deve andarsene

Gheddafi fuori – L’Unione Africana si è riunita oggi a Malabo, nella Guinea Equatoriale, per decidere le sorti della crisi libica. Le conclusioni hanno portato a un unico imperativo unanime: l’esclusione dell’ex leader Muammar Gheddafi dai negoziati di pace. “Io posso dire che un sacco di paesi, se non la maggioranza, stanno con noi – ha affermato il commissario dell’Unione Africana Jean Ping – Essi hanno ripetuto anche durante la sessione plenaria che Gheddafi deve andarsene”. Chiara e diretta la richiesta dell’organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo che comprende la quasi totalità delle nazioni africane, ad esclusione del Marocco. “In ogni caso nessuno sostiene Gheddafi, né qui dentro né fuori” ha successivamente tuonato Ping.

Cercasi soluzione alla crisi – Il percorso per giungere alla comune idea di escludere Gheddafi da ogni trattativa che riguardi il futuro della Libia è stato arduo e tortuoso. Infatti, non è semplice mettere d’accordo così tanti Stati diversi tra loro. “Le crisi come quella in Libia, o in Costa d’Avorio, o in Sudan o Somalia, sono state affrontate nel momento in cui l’Africa, come gli altri continenti, non aveva necessariamente punti di vista identici – ha spiegato Ping – È stato necessario un lungo dibattito e lunghe trattative, per riuscire ad arrivare a una posizione comune”. La decisione unanime scaturita dall’incontro di Malabo tuttavia non sarà di facile attuazione.

Gheddafi non si muove – Non sarà infatti semplice spodestare il Colonnello dal suo ruolo, soprattutto dopo le dichiarazioni di oggi, accolte con clamore dal popolo libico radunato nelle piazze. Rivestendo un ruolo ancora centrale nell’organigramma politico e militare della Libia, l’ex raìs è infatti visto da buona parte del popolo come l’unico che può riportare la pace nel Paese. Proprio questa illusione, rende ancora più complicato sia il lavoro dell’Unione Africana, sia l’impegno della Nato e dei ribelli per liberare la Libia dalla dittatura. Una situazione impensabile all’inizio della crisi, ma che adesso potrebbe portare all’apertura di scenari inediti, sebbene apparentemente non troppo rassicuranti per le sorti della nazione nordafricana.

Emanuele Ballacci