Bossi: Da Napolitano concorrenza sleale sui rifiuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:44

Nel giorno in cui un altro soldato italiano ha perso la vita in Afghanistan, il leader della Lega, Umberto Bossi, è tornato a polemizzare sulle missioni militari in cui il nostro Paese è impegnato. “Ci sono troppi uomini in giro – ha detto il Senatur – Costano troppi soldi e non vedo quale principio stiamo difendendo”. Non solo: dal palco di Romano di Lombardia, il ministro delle Riforme ha affrontato anche il tema caldo dei rifiuti in Campania, prendendo di mira il capo dello Stato (che ha definito “non risolutivo” il decreto legge approvato in Cdm): “La sua è concorrenza sleale – ha tuonato Bossi – perché lui è napoletano”.

L’inutilità della guerra – Dalla guerra ai rifiuti in Campania, passando per le tasse e le pensioni. Umberto Bossi, dal palco di Romano di Lombardia (provincia di Bergamo), ha ieri firmato molte pungenti dichiarazioni, infiammando la platea di padani accorsa ad ascoltare il suo discorso. “Le guerre finiscono sempre quando finiscono i soldi, questa è la verità – ha esordito Bossi – Ci sono troppi uomini in giro. Costano troppi soldi e non vedo quale principio stiamo difendendo. Abbiamo uomini in Libia, in Afghanistan e ogni tanto muoiono anche”. Parole nette, con le quali il Senatur non mancherà di suscitare reazioni forti anche all’interno della maggioranza.

Le rassicurazioni su fisco e pensioni – E ancora: “Berlusconi ha chiesto a Hilary Clinton di riportare gli uomini impegnati in Afghanistan a casa”, ha rivelato il ministro delle Riforme, che ha dichiarato di essere a conoscenza della circostanza perché suo figlio Renzo (detto “Il Trota”) avrebbe in quell’occasione fatto da traduttore tra il presidente del Consiglio e la dirigente americana. Focalizzando poi l’attenzione su faccende strettamente interne: “Le pensioni – ha assicurato il numero uno del Carroccio – non si toccano, quelle delle donne non si toccano fin dopo il 2030“. E sulla pressione fiscale: “Tagliare le tasse? – ha detto Bossi – Sì, abbiamo già preparato il passaggio con i limiti entro cui agire”.

La concorrenza sleale di Napolitano – Inevitabile, infine, il riferimento all’emergenza rifiuti in Campania, con esplicito rimando alla parziale bocciatura di Giorgio Napolitano al provvedimento approvato giovedì scorso in Cdm (senza il sostegno della Lega): “La spazzatura di Napoli resta a Napoli – ha ribadito il ministro in camicia verde – Ci volevano fregare, ma io e Calderoli li abbiamo fermati, anche se il presidente della Repubblica ha firmato e ha detto che non è abbastanza, la sua è concorrenza sleale, perché lui è napoletano. Capisco che il problema di Napoli è trovare un posto per mettere i rifiuti – ha rincarato Bossi – hanno un sindaco che si è presentato in campagna elettorale dicendo che in cinque giorni avrebbe risolto il problema: è impossibile, a meno che – ha affondato il Senatur – non se li mangi”.

Maria Saporito