L’Espressionismo tedesco in mostra a Villa Manin

Sarà un autunno all’insegna dell’Espressionismo tedesco con la grande mostra allestita a Villa Manin, in provincia di Udine, dal prossimo 24 settembre al 4 marzo 2012. Da Kirchner a Heckel, da Nolde a Schmidt-Rottluff, da Pechstein a Mueller, un centinaio le opere tra dipinti e carte, tutte provenienti dal Brücke Museum di Berlino, per ripercorrere la nascita e lo sviluppo del movimento “Die Brücke”. Una retrospettiva ben strutturata che si pone come terza tappa del progetto pluriennale “Geografie d’Europa”, ideato e curato da Marco Goldin. Percepire gli oggetti “in modo diretto e senza falsificazioni”, svincolati da qualsiasi convenzione accademica, questo l’obiettivo principale del movimento che nasce a Dresda, il 7 giugno 1905, ponendo le basi di quella corrente artistica dalla quale in seguito discenderà l’Espressionismo, il primo importante contributo di area tedesca alla modernità.
Fritz Bleyl, Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff, gli studenti di architettura fondatori del gruppo, che nelle intenzioni degli artisti deve rompere in modo netto con il passato più vicino, quello dell’accademia del 1700 e 1800, e, al contempo, “gettare un ponte” tra quegli elementi artistici allora in fermento e una certa tradizione germanica. Bleyl, specializzato in disegno grafico, realizza la locandina per la prima esposizione a Dresda nel 1906, Emil Nolde e Hermann Max Pechstein entrano nel gruppo nel 1906, Otto Mueller nel 1910.
Semplificazione formale, contorni marcati, colori accesi, accostati in modo dissonante, questi i segni distintivi delle opere del movimento “Die Brücke” che si scioglie nel 1913. Accanto a paesaggi e ritratti compaiono scene urbane, famose quelle di Kirchner, dove vengono raffigurati vie, ponti, caffè, sempre filtrati attraverso la lente deformante di una violenta polemica sociale. Pur accomunati da questi elementi fondamentali, gli esiti pittorici di questi artisti ne mettono anche in luce i tratti e il gusto individuali che comunque, nel loro insieme, rappresentano in modo esemplare la fase iniziale dell’Espressionismo, prima della Prima Guerra mondiale. Una fase cruciale per il Novecento artistico che la mostra, curata da Magdalena Moeller e Marco Goldin, documenta in tutte le sue tappe stilistiche principali, anche attraverso documenti tradotti dal tedesco in lingua italiana per il catalogo di studio, che ospiterà saggi diversi e scheda critica di ogni opera esposta.

Per informazioni: www.villamanin-eventi.it

Valentina De Simone