Casini: La parabola di Silvio si sta esaurendo

Un tempo indicato come “delfino” di Silvio Berlusconi, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha ieri espresso il suo personale giudizio sull’elezione di colui che pare invece realmente destinato a ereditare la pesante “dote” politica del Cavaliere: Angelino Alfano. “Aspettiamo il neosegretario alla prova dei fatti”, ha dichiarato il centrista, che in un’intervista a La Repubblica ha intonato il de prufundis politico del presidente del Consiglio. “L’elezione di Alfano alla segreteria del Pdl – ha notato Casini – è il segno che la parabola di Silvio si sta esaurendo“.

Il premier asserragliato nel Palazzo – La prima considerazione è per il presidente del Consiglio, al quale è legato da un rapporto personale ancora forte nonostante le scelte politiche diverse. Intervistato ieri da La Repubblica, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha così esordito: “Berlusconi un tempo agitava il popolo contro il Palazzo. Ora sta asserragliato nel Palazzo preoccupato dal popolo. L’elezione di Alfano alla segreteria del Pdl – ha continuato il centrista – non va sottovalutata ed è un segno, più eloquente di altri, che la parabola di Silvio si sta esaurendo”.

Alfano alla prova dei fatti – Non solo: “Berlusconi per primo – ha rincarato Casini – sa che la sua storia volge al termine. L’omaggio del suo partito e l’annuncio di una nuova candidatura nel 2013 sono stati più atti di cortesia dovuti che una vera scelta”. Un atto di cortesia che lo stesso neo segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha più volte tributato al premier nel discorso del suo “insediamento” al Consiglio nazionale del Pdl. “Aspettiamo il neosegretario alla prova dei fatti“, ha tagliato corto il leader dell’Udc, che non ha voluto sbilanciarsi troppo sul Guardasigilli.

Terzo Polo decisivo – Quanto al bipolarismo italiano: “E’ catastrofico“, ha scandito l’ex presidente della Camera, che ha auspicato un cambiamento del sistema maggioritario. “Il Terzo polo è strattonato a destra come a sinistra – ha osservato Casini – L’autosufficienza proclamata all’atto fondativo di Partito democratico e Popolo delle libertà infatti è rimasta sulla carta. Tutti sanno che la nostra forza è semplicemente decisiva“. Una convinzione che il centrista ha rinforzato alla luce delle recenti scelte degli elettori, alla ricerca – a suo avviso – di una forza capace di affrontare quei problemi troppo a lungo procrastinati. “I fatti sono più eloquenti delle parole – ha continuato Casini – Dopo 20 anni l’Italia resta con i suoi vecchi problemi senza una sola soluzione. Non si è vista la rivoluzione liberale e non c’è traccia di riforme epocali. C’è invece un fallimento – ha concluso – decretato dagli elettori”.

Maria Saporito