Decreto conti pubblici, Quirinale: Ancora Work in progress

Precisazioni dal Quirinale riguardo il decreto per la correzione dei conti pubblici. La manovra non è ancora giunta alla firma del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Questo si legge nella nota trasmessa, dato che secondo le indiscrezioni che si stavano già diffondendo il decreto sarebbe stato trasmesso già da venerdì scorso al Quirinale. Si legge nel comunicato dell’ultima ora: “A tutt’oggi la presidenza del Consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge”. A chiarire l’equivoco ulteriormente, anche fonti del Parlamento. Bisognerà attendere la giornata di questo lunedì, invece, perché il decreto sia definitivamente esaminato dal Capo dello Stato ed eventualmente firmato.

Altro mistero, il comma sui tagli in bolletta riguardo le rinnovabili. Come sappiamo, il 30% della bolletta elettrica che paghiamo va a favore delle persone che devono ricevere le agevolazioni previste per chi sceglie di usare fonti rinnovabili. Queste ultime, dunque, sono finanziate in larga parte da chi non ne fa uso, cosa che costituisce un tormentoso controsenso legale: se infatti tutti gli italiani “impazzissero” nel senso migliore possibile, usando dai prossimi giorni in poi solo energie derivanti da fonti rinnovabili, questa forma di finanziamento decadrebbe e bisognerebbe trovarla altrove. Proprio i molti italiani meritevoli, finirebbero con il non meritarla più. Ebbene, secondo le solite indiscrezioni, la legge che sarà presentata al vaglio di Giorgio Napolitano per la firma, conterrebbe l’eliminazione dalla bolletta degli italiani di quella onerosa quota. Ma a quanto pare anche questa non è che una voce. E chiarisce il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: “Non vedo come ciò possa accadere. Il Consiglio dei Ministri, dopo ampio e approfondito dibattito, ha approvato la manovra senza quella norma. Non comprendo come si possa ipotizzare una sua reintroduzione”.

Ferrante: Non toglieteci il sostegno alle rinnovabili. Anche il Pd, nella persona del senatore Francesco Ferrante, ha espresso la sua opinione al riguardo, in senso contrario a quanto riferito da Stefania Prestigiacomo: “La nota del Quirinale conferma il fatto che sulla manovra il governo alle prese con un work in progress. Risulterebbe da fonti qualificate che nella versione delle ultime ore sia stata reinserita la norma “ammazza rinnovabili” fortemente voluta dal ministro Calderoli, e che il Consiglio dei Ministri aveva cassato. Se così fosse sarebbe un atto di forza gravissimo”. E le polemiche sulla legge, prevedibilmente, come nel caso di un vero work in progress è prevedibile che continuino ancora per molto e con altri colpi di scena non facili da chiarire.

Sandra Korshenrich