Manovra: confermato il blocco alle pensioni elevate per il periodo 2013-2014. Spunta il regalo per il premier

La bozza definitiva della manovra conferma il blocco delle pensioni di fascia alta per il biennio 2012-2013. E, a sorpresa, arriva l’ennesima norma ‘ad personam’ per il premier, stavolta riguardante il processo che vede Fininvest soccombere nei riguardi della Cir di Carlo De Benedetti.

Blocco alle pensioni alte. Come si legge all’articolo 18 della manovra, infatti, “a titolo di concorso per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, per il biennio 2012 – 2013, alla fascia di importo dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps la rivalutazione automatica, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è concessa. Per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo Inps, l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato, per il periodo di cui al comma 1, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, nella misura del 45%”.

Blocco al risarcimento Cir? A sorpresa, nella manovra si annovera anche una modifica al codice di procedura civile che potrebbe sospendere il risarcimento alla Cir di De Benedetti da parte di Fininvest nel processo civile noto ai più come ‘lodo Mondadori’, se nell’imminente sentenza di appello la condanna in primo grado fosse confermata la condanna.
Nel testo già inviato al Quirinale, infatti, c’è una disposizione che obbliga il giudice a sospendere l’esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro in appello e a 10 milioni in primo grado, “se la parte istante presta idonea cauzione”.

Il fatto. Nel 2009 Fininvest, la società con la quale Silvio Berlusconi e famiglia controllano Mediaset e Mondadori, è stata condannata nel giudizio di primo grado a risarcire la Cir di circa 750 milioni di euro. La sentenza aveva riconosciuto la corruzione giudiziaria del giudice Vittorio Metta che ha consentito alla società del premier di ottenere il controllo di Mondadori all’inizio degli anni novanta.
La sentenza di appello dovrebbe arrivare questa settimana, forse sabato 9 luglio. Il risarcimento di 750 milioni è per ora sospeso fino alla fine del processo d’appello, a fronte di una fideiussione bancaria da 806 milioni di euro e, come si legge nel testo della manovra, “la sospensione prevista dal presente comma è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a venti milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.

Le opposizioni. Dure le reazioni delle opposizioni. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, ha dichiarato che “anche le azioni criminali hanno un limite per essere credibili,oltre il quale diventano ridicole”. “Se nel testo definitivo della manovra ci fosse una norma criminogena, volta ad assicurare a Berlusconi l’annullamento del pagamento dovuto al gruppo De Benedetti, sarebbe la dimostrazione che il governo ha perso il senso del limite e il senno”, ha aggiunto l’ex pm.
Alberto Losacco, Pd, ha detto che l’unico obiettivo di Berlusconi “è difendere i propri interessi a scapito degli italiani. È una norma vergognosa che deve sparire all’istante. È  l’ennesimo segnale che questo non è un governo ma una cricca di affaristi senza scrupoli”.

M.N.