Bartolomeo Pietromarchi presenta il suo Macro

Ha le idee chiare Bartolomeo Pietromarchi, il neo eletto direttore del Macro di Roma, presentato ieri nella sede di via Nizza dall’assessore alle politiche culturali e Centro Storico della capitale, Dino Gasperini.

«Il Macro diventerà un centro di cultura capace di valorizzare le energie locali. Ma sarà pronto ad aprirsi al mondo dando rilievo alle nostre identità specifiche», ha spiegato Pietromarchi, romano classe 1968, con un ricco curriculum all’attivo che vede una collaborazione dal 2008 con l’altro grande polo espositivo della città, il Maxxi. «Il Macro – ha continuato il direttore – dovrà diventare il connettore tra gallerie e fondazioni valorizzando le realtà presenti sul nostro territorio. Dovremo essere in grado di dialogare con le altre istituzioni. Con il Maxxi, ad esempio, sarà possibile avviare un dialogo molto stretto nel rispetto delle diverse posizioni». Nei prossimi mesi il lavoro dello spazio espositivo si concentrerà soprattutto sul sostegno, sulla formazione e sulla produzione d’arte, in un costante dialogo con il circuito internazionale, per promuovere l’istituzione romana come centro di cultura multidisciplinare. Per quanto riguarda il programma vero e proprio Pietromarchi, che guiderà l’istituzione romana per i prossimi tre anni, ha specificato: «Sono appena arrivato. E devo prendere contatto con questa realtà. Le nuove iniziative prenderanno corpo a partire da dopo l’estate. Non ci sono per il momento progetti nel cassetto». E in attesa di conoscere i nuovi appuntamenti del museo, restano comunque da risolvere i problemi legati ai finanziamenti sui quali, però, l’assessore Gasperini rassicura: «Non ci sono situazioni debitorie, abbiamo già pronti due milioni di euro inseriti nel bilancio previsionale. Siamo disposti, in più, a fare ulteriori investimenti nel bilancio di assestamento qualora se ne dovesse presentare la necessità. L’arrivo del nuovo direttore – ha continuato l’assessore – coincide anche con la nascita della fondazione Macro che, vedrà la luce con la delibera di settembre mentre lo statuto è già pronto. E il Macro avrà due padiglioni in più a Testaccio».

Tra le novità, la sfilata di Gattinoni, il prossimo 7 luglio, come dimostrazione dell’apertura all’interdisciplinarietà che il Macro intende perseguire in futuro. «Bisogna differenziare l’offerta culturale – ha detto Pietromarchi – proponendo iniziative diverse per pubblici diversi. L’arte contemporanea attira molto. Ma, allo stesso tempo, può risultare difficile e, chissà, incomprensibile. Un’offerta culturale – ha concluso il neo direttore – che, di fatto, si baserà su un progetto in cui si dovranno intrecciare tutte le diverse proposte sullo sfondo di un’idea forte di identità».

Valentina De Simone