Melania, attesa per una svolta nelle indagini: arriverà mai?

Giorni di pausa, almeno a livello mediatico, per quanto concerne il giallo di Ripe di Civitella, la località del Teramano arrivata sulle prime pagine dei giornali per essere stato il set dove si è svolto, molto probabilmente nella sua totalità, l’omicidio di Melania Rea, la mamma di origine campane ritrovata cadavere il 20 aprile scorso, dopo essere scomparsa due giorni prima.
In queste ore, le opinioni dei sensitivi vanno ad aggiungersi a quelle del pubblico che, da due mesi e mezzo, segue il caso su tv e giornali ma soprattutto alle mosse fatte dagli inquirenti per risalire la corrente di un mistero che più tempo passa e più sembrerebbe – ma la speranza è chiaramente diversa – destinato a rimanere insoluto.
La posizione, sia a livello di indagine che specificatamente per quanto riguarda i comportamenti tenuti davanti alle telecamere, di Salvatore Parolisi rimane sospesa: unico iscritto nel registro degli indagati, il caporalmaggiore del 235° Rav Piceno continua a proclamarsi innocente nonostante nella sua versione dei fatti, circa quanto accaduto il 18 aprile scorso, ci siano talmente tanti punti oscuri da attirargli contro il giudizio di molti.

Caserma ‘Clementi’ – Tra le poche certezze che si sono registrate negli ultimi giorni c’è quella che non prevedere un ritorno imminente – così come ipotizzato qualche settimana fa – di Parolisi nella caserma ‘Clementi’ di Ascoli Piceno dove il caporalmaggiore svolge il compito di istruttore delle reclute femminili.
La caserma, tra l’altro, è uno di quei luoghi che, pur non essendo direttamente coinvolti nel delitto, hanno alimentato diversi dubbi: esistono dei segreti all’interno del mondo militare di cui Melania potrebbe essere venuta a conoscenza?
I rapporti extra lavorativi intrattenuti da Parolisi con alcune allieve, su tutte Ludovica Perrone, sono da considerarsi soltanto un fatto privato o un esempio di ciò che accadeva più in generale tra i militari di stanza ad Ascoli?

S. O.