Roma, omicidio a Prati: ucciso figlio di un componente della Banda della Magliana

A Roma si spara in pieno giorno e si uccide. Questa mattina poco dopo le ore 9,30, con le strade ancora bagnate per un violento temporale che ha sorpreso i cittadini della Capitale poco dopo essere usciti per andare a lavoro, nei pressi del punti in cui si intersecano le vie Riccardo Grazioli Lante e Simone de Saint Bon, un agguato ha messo fine alla vita del trentaduenne Claudio Simmi.
La vittima potrebbe essere stata assassinata per un regolamento di conti o per una vendetta trasversale: Claudio Simmi, infatti, era figlio di un ex componente della storica Banda della Magliana. Il padre Roberto fu arrestato nel 1993 insieme al fratello Tiberio nell’ambito dell’operazione “Colosseo”, perché accusato di riciclaggio, ma dopo essere stato scagionato aveva deciso di aprire alcune attività in città tra cui un ristorante e un negozio di oreficeria.

Fermo al semaforo – Claudio Simmi è stato freddato mentre era a bordo della propria automobile in compagnia di una donna. L’uomo si trovava fermo al semaforo quando uno o più killer – questo dato è ancora da chiarire – si sono palesati davanti alla vettura e hanno aperto il fuoco non lasciando scampo alla vittima, che aveva tentanto di fuggire a piedi senza però averne il tempo.
Quanto accaduto stamane sembra poter essere ricollegato a ciò che avvenne l’8 febbraio scorso: Simmi fu vittima di un tentato omicidio mentre si accingeva a chiudere la saracinesca del proprio negozio.
In quell’occasione, due persone con il volto coperto dai caschi integrali a bordo di uno scooter, aprirono il fuoco contro il trentaduenne che però rimase ferito soltanto alle gambe.
Se in quel caso l’agguato fu soltanto un avvertimento o un errore di precisione non è ben chiaro, quello che è certo è che chi ha sparato oggi non ha esitato a uccidere.

S. O.