Caso Ruby, la Consulta ammette il conflitto d’attribuzione

Caso Ruby, ammesso il conflitto di attribuzione. La Corte Costituzionale, riunita questa mattina in camera di consiglio, ha dichiarato ammissibile il ricorso della Camera sul conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, sollevato nei confronti della procura e del gip di Milano che, rispettivamente, hanno indagato e rinviato a giudizio immediato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. “I processi vanno avanti se lo decide il giudice, normalmente”, hanno fatto notare fonti della procura in seguito alla decisione della Consulta, il cui presidente Alfonso Quaranta dovrà fissare il calendario per la discussione di merito della causa. Secondo le previsioni, la decisione finale non dovrebbe arrivare prima del mese di ottobre.

Difesa Berlusconi: Valuteremo se chiedere sospensione. ”Sono cose che vanno meditate e valutate con attenzione”. A dichiararlo è Piero Longo, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, in risposta a una domanda sulla possibile richiesta della difesa del premier di sospendere il procedimento sul cosiddetto caso Ruby dopo la dichiarazione di ammissibilità della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti dei giudici di Milano. Una decisione, quella della Consulta, che Longo definisce ”corretta” perché, a suo giudizio, ”il conflitto c’è”. “Non siamo obbligati a decidere in cinque secondi su cosa faremo – conclude il legale del premier – sono cose che vanno meditate e valutate con attenzione”.