MotoGP: FIM favorevole al GP in Giappone, i piloti no

MotoGP, problema Motegi – La gara è prevista ad ottobre, ma già adesso la questione si è fatta estremamente delicata ed importante. L’ammissione nel calendario della gara a Motegi sta destato non poche paure e preoccupazioni tra i piloti. L’autodromo infatti sorge ad appena 150 chilometri dalla tristemente famosa centrale nucleare di Fukushima, una distanza troppo piccola che rende reale e vivo il pericolo di una possibile contaminazione da radiazioni. Tutti i Top Rider (tra cui lo stesso Rossi) hanno più volte manifestato la loro contrarietà nell’andare a correre in una zona così rischiosa ed, eppure sia la Dorna (società che gestisce il motomondiale) sia la stessa Federazione stanno cercando in tutti i modi di rassicurare gli animi.

Le due posizioni – L’ultimo tentativo è firmato addirittura dal presidente FIM Vito Ippolito che, tramite un comunicato ufficiale, ritorna sullo spinoso argomento: “Allo stato attuale delle cose e con gli elementi in nostro possesso, considerate anche le opinioni rassicuranti da parte di vari governi sulle restrizioni per i viaggi, non posso che confermare quello che ho affermato nelle precedenti occasioni” Ovvero che le condizioni minime di sicurezza per disputare l’appuntamento iridato vi sono e nessuno tra piloti, tecnici e pubblico, rischia danni alla propria salute recandosi a Motegi. Nonostante ciò il dubbio esiste e a quanto pare, proprio durante il week-end del Mugello, tutti i partecipanti alla MotoGP (escluso ovviamente Hiroshi Aoyama) hanno firmato un gentlemen agreement con il quale si impegnano a non recarsi in Giappone se non avranno ulteriori garanzie a riguardo.

Situazione sotto analisi – Garanzie che dovrebbero arrivare entro poco tempo: “Comunque, la FIM sta aspettando i risultati di uno studio condotto da una agenzia indipendente europea sulle condizioni presenti a Motegi, risultati che saranno comunicati alla fine del mese. Insieme con i nostri partner continueremo a monitorare la situazione da vicino per essere sicuri che la sicurezza di tutte le persone non sia messa a rischio, cosa che è prioritaria per la FIM” Vedremo quindi quale sarà l’esito di questo studio e se basterà a placare i comunque giustificabili timori. Honda e Yamaha vorrebbero fortemente correre nel loro paese, mandando un segnale di speranza a tutti i giapponesi ancora feriti dopo il terribile terremoto. Ma bruciare i tempi potrebbe rilevarsi un grave, gravissimo errore.

Riccardo Cangini