Caldo in arrivo, rischio epistassi in agguato

Con l’estate, più a rischio di epistassi. Il nome scientifico sarebbe “epistassi“, ma comunemente si parla di “perdita di sangue dal naso” improvvisa, senza apparenti cause o traumi. Almeno il 60% degli italiani, almeno una volta nella vita ha perso sangue dal naso. Un fenomeno comune, anche se talvolta spaventa. In estate può verificarsi più spesso proprio a causa delle alte temperature: un colpo di calore e il troppo sole a volte possono essere fatali, aumentando i valori della pressione. Generalmente questo fenomeno è più diffuso tra i bambini e gli adolescenti per via della fragilità dei piccoli vasi sanguigni all’interno del naso, ma anche negli adulti quando si soffre di allergia o altre piccole patologie. Cosa fare?

Cosa fare. Si può tranquillamente curare a casa usando un po’ di ghiaccio o una semplice pressione delle dita, tenendo la testa bassa per far si che la pressione sanguigna plachi nel migliore dei modi la rottura dei capillari. Assolutamente vietato quindi mettersi a testa indietro come invece spesso si pensa, questo potrebbe essere pericoloso e persino dannoso. Mai dunque mettere il nostro bambino con la testa all’indietro potrebbe soffocarsi, più facile, qualora si tratti di epistasi di modeste dimensioni è stringere il naso nella zona anteriore al setto,  comprimere le narici per qualche minuto. Più complicati sono invece gli episodi di epistassi posteriore, visto che il sangue esce dalla bocca. In questo caso è consigliabile rivolgersi al medico. Lo stesso consiglio per le epistassi che si verificano negli ultra  50 enni. Per loro, infatti, l’epistassi potrebbe infatti nascondere una natura patologica. In particolare potrebbe essere associata ad ipertensione, malattie cardiache o disturbi della coagulazione.

Le cause sono tante. Il Professor Desiderio Passali, ordinario di Otorinolaringoiatria all’Università di Siena, ha spiegato che l’epistassi è spesso legata a: “Un piccolo trauma, come quello di soffiarsi il naso troppo vigorosamente, l’abitudine, comune nei bambini, di infilarsi le dita nel naso, infezioni come il raffreddore e la Rino sinusite, allergie, esposizione al sole, che essicca la parte interna del naso, e al caldo, che favorisce la dilatazione dei vasi che irrorano il setto nasale, e quindi il rischio di rottura“. Il professore ha precisato che se gli episodi persistono potrebbe esser causa della pressione alta o ad una coagulazione del sangue inappropriata”. Inoltre, in caso di raffreddori o di soggetti che soffrono di allergie il fenomeno si verifica più spesso.

Adriana Ruggeri