La Lega si mette di traverso sul testo che rifinanzia le missioni militari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:17

Un ridimensionamento ragionato dei contingenti, in accordo con le forze alleate e senza compromettere il prestigio finora conseguito. E’ questa, in sintesi, la conclusione a cui il Consiglio di Difesa, riunitosi ieri al Quirinale, è giunto in merito alla partecipazione dei militari italiani alle varie missioni belliche. Una decisione che non ha suscitato l’entusiasmo della Lega, che – come è noto – invoca da tempo il ritiro dei soldati italiani dalla Libia e spinge per un ridimensionamento massiccio anche negli altri scenari internazionali. Richieste che il ministro Roberto Calderoli avrebbe messo nero su bianco in una lettera indirizzata ieri al presidente del Consiglio.

Missioni da riqualificare – “Sono stati esaminati gli impegni operativi delle Forze Armate italiane nei diversi teatri e la possibilità di una loro ulteriore qualificazione che consenta al nostro Paese di mantenere, anche a fronte di una ridotta disponibilità di risorse finanziarie, il ruolo cruciale che esso attualmente svolge a sostegno della sicurezza e della stabilità internazionale”. Così si legge nella nota diramata ieri dal Quirinale a conclusione del Consiglio supremo di Difesa che si è riunito nella mattinata e a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Ridefinizioni ed exit strategy – “Si è convenuto sull‘opportunità di procedere, di concerto con le Istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti”, prosegue la nota, che affronta dunque il nodo cruciale del possibile ridimensionamento. In parole povere: meno italiani impegnati sui fronti di guerra. E sulla questione libica: “E’ stata sottolineata – si legge ancora nel testo diffuso ieri dal Colle – l’opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell’Onu”.

La lettera di Calderoli – Parole che non hanno convinto la Lega. Il Carroccio è da sempre contrario alla partecipazione dell’Italia alle varie missioni internazionali (cosiddette di pace) e spinge, con particolare insistenza, per il ritiro del contingente impegnato in Libia. Le informazioni filtrate ieri dal Consiglio di Difesa non hanno fornito ai padani le rassicurazioni richieste e avrebbero per questo spinto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, a scrivere una lettera all’indirizzo di Palazzo Chigi. Nella missiva, stando ai beninformati, il leghista avrebbe sottolineato “l’assoluta inopportunità di esaminare fuori sacco domani (oggi per che legge, ndr) in Cdm il decreto legge sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero senza che prima vi sia stato un chiarimento politico con la certificazione del numero di contingenti nelle missioni”. Come dire: quantifichiamo prima il “disimpegno” dei contingenti italiani e mettiamoci poi a discutere.

Maria Saporito