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Pisanu rilancia il patto di legislatura

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Un ponte tra maggioranza e opposizione per arrivare indenni alla fine della legislatura. E’ questa la soluzione che il pidiellino Beppe Pisanu ha indicato oggi in un’intervista a Il Corriere della Sera. Secondo il presidente della Commissione Antimafia, Berlusconi e Bossi dovrebbero prendere atto del “Sensantotto delle urne” e proporre all’opposizione di firmare insieme tutti quei provvedimenti necessari a scongiurare il tracollo del Paese. Dal canto loro, Bersani, Casini e Fini, ha continuato Pisanu, dovrebbero raccogliere la mano tesa dal governo, appellandosi a quel “senso di responsabilità nazionale” di berlingueriana memoria.

Un patto per salvare il Paese – Beppe Pisanu è tornato a proporsi nelle vesti di pontiere, consegnando alle colonne del Corriere della Sera il suo personale antidoto per uscire dal cul de sac politico ed economico. “La formula di governo è importante – ha spiegato il senatore del Pdl – ma quel che conta di più è cogliere il ‘piccolo Sessantotto‘ delle urne, è governare il cambiamento con un patto di fine legislatura per il bene del Paese”. Parole che hanno fatto da “anticamera” alla dettagliata ricetta.

La sfida di Bossi e Berlusconi – “Se fossi in Berlusconi e Bossi – ha continuato il presidente della Commissione parlamentare Antimafia – lancerei all’opposizione una sfida a tutto campo: facciamo insieme la manovra quadriennale da 50 miliardi, completiamo le riforme, tracciamo insieme le linee fondamentali del futuro d’Italia. Dopo di che torneremo ad essere avversari su tutto il resto e ci collocheremo su schieramenti alternativi secondo le nostre naturali vocazioni”. Un patto da stringere in un momento di conclamata emergenza e soltanto per un periodo limitato.

La responsabilità delle opposizioni – E le opposizioni? “Casini, Fini e Bersani – ha proseguito il senatore del Pdl – devono dimostrare di avere coscienza del rischio storico che il Paese sta correndo e devono legittimarsi come seria alternativa di governo. Del resto la sinistra italiana, anche nei momenti più difficili della guerra fredda – ha ricordato Pisanu – si è sempre ispirata a quello che da Togliatti a Berlinguer si è chiamato senso di responsabilità nazionale“.E incalzato sull’argomento più scomodo, ovvero quello relativo all’opportunità di mantenere Silvio Berlusconi a capo del governo, il pidiellino ha abilmente glissato: “Prima i contenuti e poi i contenitori”, ha detto.

L’esempio di Confindustria e sindacati – “Il premier e Bossi da soli – ha però ribadito – non sono in grado di farcela: non ne hanno la forza e rischiano, continuando a duettare e a duellare così, di rimetterci sacco e sale, potere e peso politico. Il buon esempio lo hanno dato i sindacati e la Confindustria, con la firma dell’accordo coraggioso sulla rappresentanza e l’esigibilità dei contratti. Eppure – ha notato Pisanu – rappresentano interessi di parte”.

Maria Saporito