Berlusconi si tira indietro: Nel 2013 mi faccio da parte, avrò 77 anni

Se sia una boutade, uno sfogo che rientrerà presto, un momento di debolezza o estrema sincerità, lo si vedrà nel prossimo futuro. Però, ieri, una cosa strana è accaduta. Una di quelle che molti aspettavano da tempo, almeno altrettanti non avrebbero mai voluto che succedesse, altri ancora erano sempre stati sicuri che sarebbe rimasta solo una fantasia frustrata: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha valutato la possibilità di ritirarsi, anzi ha già stabilito una data entro cui il suo tempo politico finirà.
Nel 2013 il candidato premier del centrodestra non sarà più lui, non perché teme di non poter vincere ma perché “a 77 anni non posso più fare il presidente del Consiglio“.

Confessionale – Sapere che Berlusconi abbia iniziato – forse nemmeno da poco visto che se potesse lascerebbe già ora – a relazionarsi con lo scorrere implacabile del Tempo lascia un po’ straniti e consapevoli del fatto che alla fine dei conti ci si trova davanti a un uomo. Sembrano davvero lontani i periodi in cui si rivendicavano i poteri miracolosi di presunti elisir di lunga vita realizzata dall’amico medico Scapagnini.
La confessione di Berlusconi è avvenuta ieri, per caso, a margine della presentazione del libro di Domenico Scilipoti, uno dei simboli dell’andazzo parlamentare di quest’ultimo anno. Il Premier stuzzicato dalle domande di un cronista di Repubblica ha parlato quasi a ruota libera: “Il candidato premier del centrodestra sarà Alfano. Io, se potessi, lascerei già ora. Non mi dimetto però verrebbe voglia. In ogni caso alle prossime elezioni non sarò io il candidato premier. Ne ho già parlato. Credo che siano tutti d’accordo. Io farò la campagna elettorale e aiuterò Angelino. Farò il “padre nobile”. Cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il presidente del consiglio”.

Tremonti, balla da solo – Il primo ministro ha poi parlato di alcuni dei personaggi che hanno caratterizzato – e a detta sua lo faranno fino al 2013, perché di governo tecnico non si può parlare – la sua ultima legislatura. Su tutti il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: “Lui pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così. Ma è l’unico che non fa gioco di squadra. È carattere. Ma alla fine non può fare niente. Anche lui: dove va? Anche nella Lega hanno un po’ preso le distanze”. Riguardo all’episodio dell’epiteto dato a Brunetta: “Quel ‘cretino’ è emblematico. Brunetta, giustamente, parlava ai nostri elettori. Lui invece parla solo ai mercati“.
Berlusconi ha parlato anche di altro: della legittimità della norma Salva-Fininvest, del suo mancato interesse per il Quirinale dove invece ci vedrebbe bene Gianni Letta, delle accuse nei suoi confronti che si concluderanno con un nulla di fatto, della P4, dell’amicizia con Bossi, tutte cose che hanno perso di valore se confrontate con quella frase pronunciata da un uomo che ha iniziato a ragionare sull’ultima fase della sua vita.
Lascerò…”, fa quasi impressione.

Simone Olivelli