Berlusconi: La salva-Fininvest? Una norma sacrosanta

Non si placano le polemiche sulla norma ribattezzata salva-Fininvest, inserita e poi depennata dalla manovra economica secondo tempistiche sospette. Ieri il premier Silvio Berlusconi è tornato sullo spinoso argomento, difendendo a spada tratta il provvedimento che ha definito “sacrosanto” e utile a moltissime aziende. Non solo: stando a quanto riferito dal presidente del Consiglio, la chiacchierata norma era stata benedetta da tutto il Cdm. Una versione che fà a pugni con quanto dichiarato da Giulio Tremonti (che si era smarcato dal codicillo, riferendone ad altri la paternità) e da Roberto Calderoli e Umberto Bossi, che fino a ieri sera hanno ripetuto: “Non ne sapevamo nulla”.

Berlusconi e la salva-Fininvest – Silvio Berlusconi si è trovato ieri a dividere la scena con il Responsabile Domenico Scilipoti (in occasione della presentazione del libro dell’ex dipietrista), ma in breve tempo l’incontro, che si è svolto in una sala di Montecitorio, ha assunto i caratteri di una conferenza stampa carica di contenuti politici scottanti. Tra gli argomenti affrontati dal premier, la cosiddetta salva-Fininvest, la norma disconosciuta da buona parte del governo di cui il Cavaliere è, invece, tornato a rimarcare la bontà e l’opportunità.

Le versioni contrastanti – “Premesso che la Fininvest si salva benissimo da sola – ha esordito Berlusconi – si tratta di una norma sacrosanta e utile a moltissime aziende, soprattutto a quelle che operano nel campo delle costruzioni e dei lavori pubblici”. E il “giallo” secondo cui molti ministri (tra cui Giulio Tremonti) non ne avrebbero saputo nulla? “La norma era stata approvata in Cdm – ha detto il presidente del Consiglio – Tremonti ha ritenuto di non sottoporla al voto perché se ne era già parlato”. Parole che sembrerebbero sbugiardare l’atteggiamento “pilatesco” del ministro dell’Economia e le dichiarazioni di Roberto Calderoli e Umberto Bossi che, fino a ieri sera, hanno sentito il bisogno di ribadire la loro versione: “Noi di quella norma non sapevamo niente – ha scandito il Senatur – e neanche Tremonti”.

La norma in Parlamento – Quanto ai tempi sospetti (il codicillo sarebbe stato introdotto all’ultimo momento nel tentativo disperato di procrastinare l’eventuale risarcimento stellare alla Cir di De Benedetti): “Prima – ha risposto Berlusconi – sono stato io ad oppormi. Quando ho capito che creava un caso ho chiesto che venisse tolta. Del resto questo è un Paese in cui se qualcuno sta inventando la penicillina, viene fermato da un altro che gli dice: e se poi serve a Berlusconi?”. Ma il Cavaliere si è mostrato fiducioso e ha annunciato di non voler abbandonare il provvedimento al suo destino. “Proprio in virtù del fatto che si tratta di una norma sacrosanta – ha osservato – ritengo opportuno che venga sottoposta a discussione parlamentare“.

Maria Saporito