F1, FIA concede deroghe a motori Renault e Mercedes. E’ caos

F1, caos  e polemiche – E’ bastata una conferenza stampa post-libere e il paddock della F1 si è ritrovato nell’ennesima polemica. Tutto ancora una volta incentrato sulla questione scarichi e soffiaggio gas caldi, perfettamente orchestrato da una scandalosa FIA prima severa e subito dopo arrendevole. Tutto è iniziato quando il team manager della Mclaren Martin Whitmarsh, durante l’incontro con i giornalisti, è apparso piuttosto contrariato ed infastidito da una situazione: “Poco chiara, ambigua e mutevole” accusando i motori Renault di avere: “Un grosso beneficio in termini di prestazioni“. E’ quindi toccato ad un imbarazzato Horner, team manager Red Bull, spiegare l’intera situazione giustificando anche il dietrofront della Federazione.

Deroga Renault – Si è venuti a sapere che il motorista Renault è riuscito ad avere una deroga nel nuovo regolamento, con il soffiaggio dei gas di scarico non più ristretto ad un misero 10% bensì aumentato sino al 50%: “Questione di sicurezza” precisa Horner ricordando che l’unità francese usa questi soffiaggi per bilanciare la pressione nel carter sotto il pistone. Ciò però non toglie il grande vantaggio rispetto agli altri concorrenti, visto che in questo modo si potrà continuare ad utilizzare i gas caldi per avere più deportanza in curva, un inaspettato regalo indirizzato anche alla Red Bull, ora in grado di dominare ancora più nettamente rispetto a prima. E la risposta piccata della Mercedes non si è fatta per nulla attendere.

Mossa Mercedes – Anche il motoriste tedesco ha quindi chiesto a sua volta una concessione, questa volta però non riguardo al soffio degli scarichi bensì all’immissione di benzina anche in fase over-run, ovvero quando il motore è usato in frenata. Così facendo si ha una maggior spinta di accelerazione, compensando l’ovvio svantaggio con le vetture motorizzate Renault. E la FIA anche in questo caso ha accettato, mandando al macero tutte le ultime modifiche regolamentari. Purtroppo la chiarezza oramai è persa ed il danno di immagine (incredibilmente non considerato) enorme. Se poi si considera che la Ferrari è pronta a non seguire più i dettami sull’apertura delle valvole per protesta contro tutto questo, allora sì che si inizierà a parlare di guerra. Non più metaforica.

Riccardo Cangini