F1, Gran Bretagna: pioggia nelle libere. Webber il più veloce

F1, libere bagnate – Neanche una settimana fa il termometro segnava addirittura ventotto gradi, quasi a voler annunciare una estate calda e mettendo in preallarme team e gommisti, pronti a correre con asfalto rovente e sole a picco. Ed invece l’inizio del week-end motoristico a Silverstone è stato pesantemente condizionato dalla pioggia, caduta con maniacale precisione proprio durante i due turni di libere e complicando non poco i lavori di sviluppo e set-up per tutti i team. Praticamente la pista è rimasta sempre allagata, fatto che rende i tempi segnati non proprio importanti impedendo una corretta comprensioni dei valori in campo. Comunque la vettura più veloce, nonostante tutto, rimane una Red Bull.

La forza Red Bull – Tra scarichi non più in grado di rilasciare i famosi gas caldi perenni e dure critiche rivolte a Federazioni ed avversari, Mark Webber sino ad ora è riuscito a fermare il cronometro in 1’46″603, tempo più basso sia della mattina che del pomeriggio. Certamente la RB7 è sempre la migliore vettura del lotto e l’obbiettivo rimane quello di trionfare se non dominare, come avvenuto nei Gp precedenti. Dal 2009 l’appuntamento inglese è stato vinto a mani basse dalla squadra austriaca e gli ingredienti per un terzo successo consecutivo vi sono tutti. Intanto Sebastian Vettel per ora si è tenuto lontano da inutili rischi, terminando la giornata nella parte medio-bassa della classifica e rinviando l’appuntamento con la vetta a domani.

Pochi giri per tutti – Rimane nel mistero anche la competitività della Ferrari, nonostante siano già debuttati in pista un nuovo alettone posteriore, nuovo diffusore ed un inedito disegno delle sospensioni. La prova che i tecnici di Maranello continuano a lavorare ed evolvere la 150° Italia, nonostante il distacco in classifica dai primi sia davvero ampio. Felipe Massa e Fernando Alonso per adesso non hanno sfruttando tutto il potenziale della monoposto, idem per il duo Mclaren anche loro restii a scendere in pista ed autori di una decina di tornate appena. Infine da sottolineare il duro impatto contro le barriere da parte di Kobayashi, tradito dall’erba sintetica ma fortunatamente illeso ed in grado di scendere successivamente in pista, sopratutto grazie al rapido ed efficiente lavoro dei meccanici Sauber. Speriamo che domani si inizi finalmente a fare sul serio.

Riccardo Cangini