Il Tar ha deciso: Moretti, Tornatore, Bellocchio, Olmi ridateci i soldi

Tar, premi qualità annullati: curiosa sentenza emessa dal Tar del Lazio nei confronti delle produzioni cinematografiche che, nel 2006, si erano guadagnate il premio qualità assegnato dal ministero dei Beni Culturali. Le pellicole ritenute meritevoli avevano ricevuto una sovvenzione economica statale che, attraverso l’attuale sentenza emessa da Tribunale del Lazio, i fruitori devono restituire fino all’ultimo centesimo. La spinosa questione coinvolge le migliori firme del cinema italico, le opere premiate, infatti, sono state Centochiodi di Olmi, Il Caimano di Moretti, La sconosciuta, splendida prova di talento di Tornatore, Il regista di matrimoni di Bellocchio, L’amico di famiglia di Sorrentino, Nuovomondo di Crialese, La stella che non c’è’di Gianni Amelio, immancabile quello che fu considerato, a pieno titolo, il film rivelazione dell’anno, un piccola, inaspettata perla ovvero Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, La terra di Sergio Rubini e Lettere dal Sahara del grandissimo documentarista Vittorio De Seta al quale va assolutamente riconosciuto l’immenso contributo culturale che in una vita intera il regista ha fornito alla cinematografia di questo Paese.

Il grande escluso Monicelli: effettivamente, se si considerano i film sfornati nel 2006, in questo elenco non si può non scorgere un grande assente, trattasi dell’ultimo film di Mario Monicelli: un film stupendamente riuscito, che dosa sapientemente suggestioni medio-orientali, grottesco umorismo, fine ironia e struggente morte. Le rose del deserto meritava, oggettivamente, di assurgere all’Olimpo dei premiati. A fronte di ciò è stato accettato il ricorso presentato dall’avvocato Natalia Paoletti, in nome della casa di produzione Luna Rossa, che si era vista negare il riconoscimento per l’opera in questione. Viene contestata dal legale la validità della dichiarazione dei giurati “di aver visto o di conoscere, comunque, tutte le opere concorrenti” chiedendo dunque “l’annullamento dell’articolo del decreto ministeriale del 20.6.1966 nella parte in cui prevede la dispensa dall’obbligo di assistere alla proiezione dei film in concorso dei componenti che dichiarino di averli già visionati”.

Reazioni contrastanti: Il Tar ha dunque stabilito che i componenti della Commissione dovranno assistere alla proiezione, rigorosamente tutti insieme e in sala cinematografica, non solo dei 10 film vincitori, ma anche degli altri 70 che concorrevano nel 2006 ai premi di qualità. Nel frattempo i beneficiari del premio assegnato dal ministero dei Beni Culturali sono gentilmente invitati a restituire i 250mila euro che gli erano stati riconosciuti per meriti artistici, in certi casi discutibili se paragonati all’ultima opera di Monicelli che rischia di apparire la colpevole dell’inelegante “ritiro del premio” che potrebbe avere pesanti conseguenze economiche su alcune piccole case di produzione che ne avevano fruito con pieno e meritato diritto. Inviperito Carlo Rossella tuona “è una delle tante cose assurde che accadono in Italia. Una cosa punitiva nei confronti del cinema, degli artisti e di quelli che fanno questo mestiere. Fate pagare le tasse agli evasori – attacca il presidente di Medusa – e non fate queste cose contro gli artisti.” Chi si indigna e chi gongola: Per Moretti e registi di sinistra pacchia finita: ridate i soldi, così titola il quotidiano Libero.

Valeria Panzeri