Lettere di J.D. Salinger sui testi inediti: “Sto lavorando come ai vecchi tempi”

Nella storia della letteratura intrufolarsi negli epistolari dei grandi autori è sempre stata una cosa all’ordine del giorno e, inutile negarlo, è proprio grazie a molte informazioni “rubate” in lettere e appunti che i posteri hanno potuto conoscere e capire meglio sia gli scrittori che le loro opere. Andare a leggere le lettere di J.D. Salinger, però, ha comunque un non so che di sacrilego. L’autore de Il giovane Holden ha trascorso praticamente gran parte della sua vita in solitudine, facendo una scelta quasi eremitica che lo ha allontanato dal mondo fino ala sua morte, avvenuta all’inizio del 2010. Ora però alcune sue lettere inviate all’amico Michael Mitchell, illustratore della prima edizione di Holden, sono state pubblicate e suggerirebbero la presenza di alcuni manoscritti inediti di Salinger.

Lettere rimaste inedite – Salinger pubblicò The catcher in the rye nel 1951 e, dopo aver ottenuto un enorme successo, nel ’53 decise di ritirarsi, lasciò New York e arrivò a Cornish, piccolo paesino del New Hampshire. Da lì cominciò il graduale e radicale distacco dal mondo, con apparizioni ed interviste via via più rade fino ad un abbandono completo della scena. In questi anni, però, lo scrittore intrattenne un epistolario con l’amico Michael Mitchell, oggi scomparso, che nel 1998 vendette al Morgan Library and Museum di New York 11 lettere dell’amico, con la clausola di pubblicare solo dopo la morte di quest’ultimo. Ora che anche Mitchell non c’è più, la compagna Ruth E. Linke, avendo scoperto ulteriori lettere di Salinger, ha deciso di rendere pubbliche.

«Sto lavorando come ai vecchi tempi» – In queste lettere si possono conoscere diversi particolari della vita di Salinger che questi ha sempre tenuto per sé, come ad esempio il suo amore per i gatti ed i film di Hitchcock. Ma ciò che più interessa sono gli accenni dello stesso scrittore in merito ad alcuni suoi progetti. Nel 1994 scrive: «Sto lavorando come ai vecchi tempi, più o meno» e «Continuo a lavorare per diverse buone vecchie ore, davvero molto». Secondo il New York Times, che ha pubblicato il contenuto delle lettere, si potrebbe avere a che fare con un Salinger “vecchia maniera“, la cui scrittura ricalcherebbe insomma lo stile tanto amato ai tempi de Il giovane Holden.

Inediti e illusioni – Dopo l’illusione di un possibile sequel di uno dei romanzi più celebri della letteratura contemporanea, pilastro ed emblema del genere di formazione, ecco che si aprono quindi nuove possibilità per poter leggere altri inediti di J.D. Salinger. In casi come questo, purtroppo, c’è però la sensazione che il desiderio dello “scoop letterario” prevalga sul gusto e sul rispetto della lettura. Sicuramente la reclusione forzata di Salinger ha alimentato l’alone di mistero attorno all’autore e alle sue opere, ma fortunatamente i lettori possono sempre consolarsi ed appagarsi con quell’intramontabile classico che è Holden. Perciò se ulteriore materiale altrettanto valido verrà scoperto e ritrovato ben venga, ma che non si riduca l’interesse per l’opera di Salinger ad una mera caccia al tesoro fra i suoi scartafacci, quasi come risultasse più importante ciò che avrebbe potuto scrivere rispetto a ciò che effettivamente è stato scritto.

Andrea Camillo