Melania, sequestrate due valigie di Parolisi. L’auto in mano ai Ris

Due valigie. E’ questo ciò che i carabinieri di Ascoli Piceno hanno portato via da Frattamaggiore e Somma Vesuviana, ovvero le città dove rispettivamente vivono i familiari di Salvatore Parolisi e quelli di Melania Rea, la donna barbaramente uccisa il 18 aprile scorso ma ritrovata cadavere fu ritrovato soltanto quarantotto ore dopo a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo.
A dire il vero, altri reperti sono stati prelevati nel corso delle perquisizioni odierne, ma la sensazione è che gli inquirenti abbiano puntato molto sui due bagagli: in particolare, quello che si trovava nella residenza dei Rea sarebbe il famoso trolley che fu visto da Raffaele Paciolla, la guardia giurata che raccontò di aver visto un bagaglio all’interno dell’auto di Parolisi, il giorno in cui la moglie scomparve.

Tranquillità – Sarebbe questo il sentimento con cui il caporalmaggiore dell’esercito, attualmente indagato perché ritenuto potenziale uxoricida, ha vissuto l’intera giornata di venerdì.
Il marito della vittima ha assistito a entrambe le ispezioni e ai cronisti, che gli chiedevano come si sentisse, ha risposto: “Come mi sento? Come sempre, sono sicuro di me stesso“. A proposito dei motivi per cui gli inquirenti si sarebbero interessati alle due valigie soltanto ora, Parolisi ha aggiunto lapidario: “Chiedetelo ai diretti interessati“.
Lo stato d’animo del marito di Melania Rea risulta, tuttavia, ampiamente giustificabile: al di là della recente iscrizione nel registro degli indagati, l’istruttore del 235° Reggimento Piceno è stato fin da subito – e per motivi addebitabili quasi esclusivamente alla sua condotta nelle settimane successive al delitto – al centro delle attenzioni dei media che hanno subito individuato in lui il principale sospettato.

Auto ai Ris – Intanto, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, “l’automobile di Salvatore Parolisi, sequestrata dagli inquirenti il mese scorso è stata messa a disposizione dei Ris per i rilievi scientifici”.

S. O.