Lodo Mondadori, Fininvest condannata: Berlusconi e i 560 milioni

La norma Salva-Fininvest non ha visto la luce – a causa delle polemiche che hanno indotto il Premier a chiederne il ritiro dal testo riguardante la Manovra economica – e adesso bisognerà pagare. Una cifra inferiore a quella stabilita dalla sentenza della Corte d’Assise ma comunque tale da far correre i brividi lungo la schiena anche di un imprenditore come Silvio Berlusconi.
La Corte d’Appello di Milano ha stabilito che la Fininvest dovrà risarcire una somma pari a circa 560 milioni di euro la Cir di Carlo De Benedetti nell’ambito del processo civile nato a seguito di quello penale sul Lodo Mondadori, ovvero sulla sentenza con cui la Fininvest riuscì ad acquisire le quote azionarie una volta appartenenti alla famiglia Formenton e sulle cui basò buona parte dei successi economici degli ultimi vent’anni.

Causa penale – Il processo penale si era concluso nel 2007 con le condanne definitive, per corruzione in atti giudiziari, del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. La prima sentenza di quello civile invece aveva stimato in 750 milioni di euro il danno subito dalla Cir di De Benedetti: successivamente a questo primo giudizio, una perizia tecnica aveva abbassato la cifra mantenendola comunque più che gravosa anche per le casse di un gruppo come Fininvest.
Berlusconi nelle scorse settimane aveva più volte trovato l’occasione di pronunciarsi sulla vicenda: il pensiero del Premier è sempre stato quello per cui l’azione dei giudici sarebbe inquadrabile in un attacco alla persona, e al suo patrimonio. Un’azione strumentalizzata al fine di estromettere la figura del presidente del Consiglio.
L’ultimo tentativo di frenare il lavoro dei magistrati è stato proprio la proposta di introdurre una leggina che stipulasse un tetto massimo ai risarcimenti scaturiti da cause civili, ma come già detto l’idea non è andata in porto, anzi ha visto via via un disimpegno da parte dei sodali del Premier nell’assumersi la paternità del progetto.
In attesa dell’ultimo atto in sede di Cassazione, la peggiore notizia per Berlusconi è che la sentenza di oggi diventa immediatamente esecutiva.

Simone Olivelli