Lodo Mondadori, Marina Berlusconi furiosa: E’ un esproprio

Lodo mondadori, Marina Berlusconi furiosa La figlia del Presidente del Consiglio e  presidente del gruppo Fininvest, attraverso un comunicato stampa, commenta con toni durissimi la sentenza che ha condannato l’azienda di famiglia a risarcire 560 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti: Neppure un euro – si legge nella nota è dovuto da parte nostra, siamo di fronte ad un esproprio che non trova alcun fondamento nella realtà dei fatti nè nelle regole del diritto. La sentenza è arrivata dalla Corte d’Appello di Milano, presieduta dal giudice Luigi de Ruggiero, che ha parzialmente ridotto la condanna in primo grado di giudizio, consistente in un risarcimento di 750 milioni di euro da parte di Fininvest a Cir. A quest’ultima non è stato riconosicuto il “danno d’immagine”.

Negata l’evidenza. “E’ indiscutibile – continua Marina Berlusconi –  che questo attacco abbia come principali protagonisti una parte della magistratura (e della magistratura milanese in particolare) e il gruppo editoriale che fa capo a Carlo De Benedetti”. E ancora, è un verdetto “che nega l’evidenza” e che condanna la Fininvest a “versare una somma addirittura doppia rispetto al valore della nostra partecipazione in Mondadori”. I Giudici della Corte d’Appello hanno poi parlato di “danno diretto” nei confronti della Cir. La sentenza quindi non segue la linea impostata dal giudice Raimondo Mesiano, che in primo grado aveva sostenuto il “danno da perdita di chance”.

In Cassazione vinceremo. A sostenerlo sono sia Marina Berlusconi, la quale nella nota spiega che in Fininvest “siamo certi di essere assolutamente nel giusto, dobbiamo credere che le nostre ragioni verranno alla fine riconosciute” che il legale storico del premier, Niccolò Ghedini, che ha parlato di sentenza “contro ogni logica processuale e fattuale, addirittura ampiamente al di là delle stesse risultanze contabili” che la Cassazione “non potrà fare altro che annullare”. Quando è coinvolto il Presidente  Berlusconi, anche indirettamente, ha aggiunto l’avvocato e parlamentare Pdl “a Milano è impossibile celebrare un processo che veda la applicazione delle regole del diritto”.

A.S.