Escalation di violenza in Messico: oltre 40 morti in 24 ore

Escalation di violenza – Quarantuno morti in appena ventiquattro ore. È il bilancio stilato dalle autorità messicane in seguito a una giornata in cui l’aumento di atti violenti ha raggiunto livelli impensabili. Nella nottata di ieri, la polizia dei Terreon, città del nord del Messico, hanno trovato dieci corpi decapitati stipati nella parte posteriore di un tir. Sette uomini e tre donne che, secondo i media locali, erano stati uccisi alcuni giorni fa e successivamente sistemati all’interno del mezzo. Alcune teste umane sono state rinvenute in più luoghi della città di Terreon, tuttavia solo in un secondo luogo le autorità hanno capito che erano riconducibili ai corpi mutilati trovati nel camion. Ignote le cause degli omicidi: la polizia ha tuttavia raccolto importanti informazioni sul modus operandi ed è già sulle tracce dei killer.

Strage in un bar – Nella stessa nottata di ieri, alcuni uomini sono entrati armati in un locale del centro città di Monterrey, terza località del Messico per popolazione e importanza, e ha aperto il fuoco uccidendo 20 persone e ferendone in modo grave altre cinque. Dipendenti e lavoratori del locale costituiscono la maggior parte delle vittime, mentre gli avventori rappresentano una parte minore. Secondo le autorità, l’attacco è da ricondursi a una guerra tra bande per la spartizione delle zone per la compravendita di stupefacenti.

Altri undici morti – In un terzo avvenimento, dieci corpi di uomini e uno di donna sono stati ritrovati a Valle de Chalco, località nella periferia orientale di Città del Messico. Le autorità hanno affermato che le vittime, legate con manette e nastro adesivo, erano state uccise con un colpo di pistola. Una notte infernale in Messico, sebbene non la prima: l’aumento degli episodi di violenza sta infatti assumendo contorni sempre più preoccupanti. Le autorità riescono difficilmente a fronteggiare i continui attacchi omicidi, anche perché le perdite di uomini sono spesso cospicue. Dal 2006, anno in cui il presidente messicano Felipe Calderon ha fissato misure restrittive nei confronti dei cartelli di droga, su scala nazionale, oltre 35mila persone hanno perso la vita nella guerra tra bande rivali.

Emanuele Ballacci