Euthanasia e l’ultima crociata della Binetti: Ritirate quel videogame

Euthanasia, un videogame violento. Sarà presto distribuito nei principali negozi di videogiochi, ma già da ora ‘Euthanasia‘ suscita vivaci polemiche. Irrompe proprio nel bel mezzo del dibattito parlamentare sul biotestamento il videogame che “propaganda la cultura della morte” e per questo “non va venduto ai minori“. Sono questi i duri commenti con cui la deputata dell’Udc, Paola Binetti, ha accolto il videogioco nel corso dell’ultima puntata del programma ‘KlausCondicio‘.

La deprimente storia di un reduce. Il gioco, finora disponibile per il download gratuito su Internet, racconta la storia di Shaun Randall, ex militare che, costretto su una sedia a rotelle dopo essere stato investito da un’auto mentre era in missione, tenta il suicidio. Caduto in coma, viene internato in un ospedale psichiatrico militare dove un terapista decide di assecondarne le esplicite volontà iniettandogli una soluzione che gli sarà fatale. A questo punto ha inizio il gioco, uno ‘sparatutto‘ fatto di atmosfere tetre e deprimenti, secondo lo stesso autore, che usa lo pseudonimo di Serygala.

Binetti: Istiga al bullismo. Categorico il giudizio della Binetti, secondo la quale si tratta di ”videogiochi violenti che hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogiochi”. La deputata non ha escluso ”che Euthanasia favorisca l’aggressività interiore dei bambini. Non mi stupirei – ha aggiunto – che un simile videogioco alimentasse forme di bullismo”. ”Questo videogioco – ha concluso la Binetti – come il recente referendum in Svizzera, dimostra come ci sia un’offensiva di certe lobby. Al di là delle forme di autoregolamentazione dei produttori (come il codice Pegi, acronimo di Pan European Game Information, introdotto nel 2003 allo scopo di indicare la classificazione di un gioco a seconda della fascia d’età consigliata e del tipo di contenuto), va detto esplicitamente che certi videogiochi sono nocivi”.

R. E.