Fli a pezzi: Urso, Ronchi e Scalia lasciano, folgorati da Alfano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:43

La notizia, in fondo, non ha stupito nessuno, ma non per questo può essere sottostimata. Andrea RonchiAdolfo UrsoPippo Scalia hanno deciso di dire addio a Fli per intraprendere un percorso autonomo, volto a potenziare il fronte del centrodestra moderato. Una decisione maturata da tempo, ma che i tre ex sodali di Gianfranco Fini hanno scelto di ufficializzare solo due giorni fa, dopo aver partecipato al raduno nazionale del Pdl a Mirabello. E “galeotto” sarebbe stato proprio il discorso scandito dal neo segretario Angelino Alfano, che avrebbe spinto i tre parlamentari a rompere definitivamente gli indugi.

Tre finiani verso il Pdl – Nuova emorragia nel partito di Gianfranco Fini: Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia hanno deciso di abbandonare Fli per dare vita a un nuovo progetto politico (autonomo) al fianco del nuovo segretario del Pdl, Angelino Alfano. “La proposta di Angelino Alfano di una costituente popolare in grado di realizzare in Italia un soggetto politico che si ispira a valori e programmi del Ppe – hanno spiegato i tre transfughi- e la decisione di Berlusconi di non ricandidarsi alle elezioni del 2013, con la scelta delle primarie quale strumento di rinnovamento e di partecipazione, aprono nuovi scenari per il centrodestra italiano. Da subito, quindi, intendiamo lavorare in piena autonomia e senza vincoli di partito per costruire la nuova casa dei moderati italiani”.

Bocchino e la non-notizia – Un’intenzione che, nel disegno dei tre parlamentari, si concretizzerà nella costituzione di una nuova associazione: “Fare Italia per la costituente popolare”. L’addio di Scalia, Urso e Ronchi non ha apparentemente turbato il quartiere generale di Fli. I rapporti con la dirigenza del partito erano ormai considerati irrimediabilmente compromessi e la notizia della loro “dipartita” era attesa da tutti. “L’uscita di Ronchi e Urso è una non-notizia, essendosi posti da tempo fuori dal partito – ha commentato caustico Italo Bocchino – Il distacco era nell’aria da mesi, le prime avvisaglie ci sono state all’Assemblea di Milano del febbraio scorso, era solo questione di giorni“.

La vittoria di Angelino – E se nel partito del presidente della Camera non si stracciano le vesti, a esultare è invece il Pdl, che ha salutato la notizia come una vittoria personale di Angelino Alfano. “Si tratta di una decisione libera – ha osservato il Guardasigilli in procinto di lasciare via Arenula – scevra da interessi di parte, dettata da un importante segnale di condivisione di un progetto ambizioso, quello di riunire i moderati, e per questo – ha concluso Alfano – estremamente coinvolgente”.

Maria Saporito