Egitto, tribunale impone stop a canali tv pro-Gheddafi

Via Gheddafi dalle tv – Un tribunale egiziano ha imposto l’oscuramento dei quattordici canali tv libici pro-Gheddafi, ospitati dal satellite Nilesat, di proprietà del governo. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa egiziana Mena. Questa decisione è stata presa in seguito alle forti proteste e alle ripetute denunce di cittadini libici e avvocati egiziani, i quali lamentavano la diffusione di notizie false e tendenziose attraverso i network televisivi che supportavano Gheddafi. Infatti, i quattordici canali di cui è stato chiesto l’oscuramento avrebbero riportato informazioni non veritieri con l’unico scopo di sedare la rivolta dei ribelli che è in corso in Libia e di fare propaganda al regime del Colonnello Gheddafi.

Meno potere alle tv – La sentenza del tribunale è stata emessa ieri e l’applicazione dovrebbe essere immediata. Tuttavia, essendo un giudizio di primo grado, sarà possibile ricorre in appello. In ogni caso, anche il Libia è stata finalmente riconosciuta l’incidenza dei canali televisivi nel decretare le sorti di uno scontro, e più generalmente di una guerra. Infatti, mentre Internet è un mezzo ancora scarsamente diffuso in Libia e supportato soprattutto dai più giovani, la televisione ha il merito di arrivare direttamente in quasi tutte le case per informare, o spesso disinformare, i cittadini e orientarli verso una determinata linea di pensiero.

Più sostegno ai ribelli – Grazie allo spegnimento dei canali filo-Gheddafi, sarà possibile fornire un’informazione più seria e veritiera su quanto sta realmente avvenendo sul territorio libico. Infatti, informando i cittadini sull’enorme lavoro svolto dai ribelli, sarà più facile portare l’opinione pubblica a prendere coscienza dei danni che il regime del Colonello continua a causare in Libia, affinché venga dato maggiore sostegno ai ribelli. Infatti, il passo decisivo per la liberazione di un Paese parte spesso dalla convinzione di chi lo abita e dall’incitamento a cambiare una situazione percepita da tutti come insostenibile. La decisione del tribunale egiziano potrebbe costituire quindi una svolta per l’attuale situazione di stallo per la rivoluzione in Libia, fornendo ai ribelli la chiave per scardinare anche la roccaforte di Tripoli.

Emanuele Ballacci