F1, tensione tra Webber e Red Bull dopo l’ordine di scuderia

F1, Red Bull smascherata – Nulla di particolare o illegale. Gli ordini di scuderia sono sempre esisti in questo sport e la FIA ha fatto bene a renderli legali, evitando così quei tristi ed inefficaci mascheramenti nelle comunicazione con frasi più o meno ad effetto (vedi la Ferrari un anno fa).  Se però ad usarli sono li stessi che più di una volta si sono autoproclamati difensori della sportività, denunciando con fermezza i loro avversari senza risparmiare dure parole, allora è ovvio vedere un chiaro paradosso che non può non essere approfondito. Si sà, la realtà prima o poi viene a galla e un Top Team come la Red Bull ha al suo interno delle gerarchie che tutti, ingegneri, meccanici e piloti, devono rispettare.

Horner arrabbiato – Negli ultimi giri dell’intenso Gp di Silverstone Webber era riuscito ad avvicinare il leader del mondiale Vettel, iniziando un inaspettato duello per la seconda posizione. Il muretto del team austriaco però non ci ha messo molto ad intervenire, chiedendo più volte all’australiano di “congelare la posizione“. Ma a quanto pare e dice, Mark non ha voluto ascoltare l’ordine tentando ugualmente di affiancare la vettura numero uno. Gesto che al team manager Christian Horner non è andato per nulla giù: “Mark ha ovviamente deciso di ignorare tutto questo e comunque non è riuscito a passare. Posso capire la sua frustrazione, ma nessun individuo è più importante del team. Non ha senso  rischiare entrambe le monoposto” Ovvio l’incontro privato tra i due per le dovute spiegazioni/giustificazioni.

Prima la squadra – Nessuno deve pensare per sé ed Horner è convinto di aver agito nella maniera corretta: “Come team, abbiamo preso la decisione giusta. In altri sport abbiamo visto come vengano anche fatte sostituzioni. Ma, da un punto di vista della squadra, non volevamo rischiare i 33 punti. I piloti sono rispettivamente primo e secondo nel mondiale e ora non faremo nulla per rovinare questo risultato.” Nonostante comunque questo episodio, Webber continuerà ad avere tutto il materiale per puntare in alto : “Lui è libero di combattere per la vittoria. Si era qualificato in pole position. Aveva le capacità e l’opportunità per vincere. Non gli è andata bene, ma continueremo a dargli ogni possibilità per farlo” Basta che non infastidisca la prima guida, ovviamente.

Riccardo Cangini