Siria, assalto alle ambasciate di Usa e Francia: tre feriti

Ambasciate prese d’assalto in Siria – Nella giornata di ieri, a Damasco, centinaia di sostenitori dell’attuale presidente siriano Bashar al Assad hanno fatto irruzione nelle sedi diplomatiche di Francia e Stati Uniti. I due governi stranieri sono infatti colpevoli di aver preso parte alle proteste contro il regime siriano, avvenute nei giorni scorsi a Hama, città in mano ai ribelli situata nel centro del Paese. I manifestanti hanno inizialmente intrapreso scontri con il personale di sorveglianza dell’ambasciata americana, il quale ha opposto una resistenza insufficiente che ha permesso agli insorti di penetrare all’interno e distruggere parzialmente i locali diplomatici nonché fare razzia di oggetti di vario tipo.

Rabbia Usa – “Riteniamo che non abbiano protetto a sufficienza i diplomatici”, ha tuonato l’Amministrazione americana, in riferimento alla scarsa opposizione mossa dagli agenti della polizia siriana in guardia all’ambasciata Usa. Per questa ragione, il Dipartimento di Stato americano avrebbe in fretta convocato l’ambasciatore siriano a Washington per chiedergli chiarimenti. In seguito, i manifestanti si sono diretti verso la residenza dell’ambasciatore Usa a Damasco, esternando la loro rabbia attraverso graffiti e insulti disegnati sui muri. Non c’è sto nessun ferito in questi primi due attacchi, al contrario qui quanto avvenuto successivamente con l’assalto all’ambasciata francese.

Nessuna preoccupazione a Parigi – Qui gli insorti hanno ingaggiato un pesante scontro con gli agenti delle forze di sicurezza che presidiavano gli ingressi, i quali, impugnate le pistole d’ordinanza, hanno sparato in area per respingere l’offensiva e disperdere i manifestanti. Tuttavia, tre agenti sono rimasti feriti, seppur in modo lieve. Il Ministro della Difesa francese Gérard Longuet, messo a conoscenza degli avvenimenti di Damasco, ha totalmente escluso l’ipotesi di un intervento militare contro il regime, proprio come è avvenuto in Libia contro Gheddafi. Infatti, secondo Longuet, la situazione siriana “non è assolutamente comparabile con quella libica” e un eventuale attacco aereo “non servirebbe a nulla”. Tuttavia, ha invitato le Nazioni Unite a “non restare in silenzio” e rimanere indifferenti di fronte alla gravità di questi avvenimenti.

Emanuele Ballacci