Vanessa Incontrada: Vi spiego perché ho lasciato Zelig

‘Donne che odiano le mamme’. “Le donne di Zelig mi facevano la guerra.  Non hanno mostrato alcuna solidarietà nei miei confronti quando sono diventata mamma. Già durante la gravidanza, mentre tutti mi attaccavano per il peso. Per me è finita quando sono diventata mamma“. Vanessa Incontrada decide di confessare in una lunga intervista a Vanity Fair, in edicola domani, i motivi alla base dell’abbandono del famoso palcoscenico milanese su cui ha lavorato numerosi anni accanto a Claudio Bisio e che l’anno scorso ha lasciato, sostituita da Paola Cortellesi, con un comunicato dove motivava la sua decisione con la necessità “di volgere lo sguardo altrove”. ‘Donne che odiano le mamme’ è, non a caso, il titolo che il settimanale assegna all’intervista in cui la bella showgirl vuota il sacco e si scaglia contro le colleghe.

Nessuna solidarietà dalle colleghe. Si era rotto qualcosa con le persone con cui lavoravo. L’ambiente è sempre stato maschile – ci lavorano cento uomini e forse una quindicina di donne – e maschilista. Ma la cosa più triste è che proprio delle donne ho un brutto ricordo, racconta la bella Vanessa. “A parte tre o quattro di loro, tra cui la sarta e la mia vocal coach, non hanno mostrato alcuna solidarietà nei miei confronti quando sono diventata mamma. Già durante la gravidanza, mentre tutti mi attaccavano per il peso, non una che mi abbia detto: mi spiace. E poi – continua la showgirl – quando è nato Isal (3 anni, avuto dal compagno Rossano Laurini, ndr), le cose sono persino peggiorate”. “Non c’era la minima comprensione se dicevo che la domenica non potevo andare alle prove, o se arrivavo alle 5 e non alle 4 perché il bambino aveva 38 di febbre. Neanche fossi andata con le amiche a prendere l’aperitivo. Il tempo per mandarmi un messaggio con scritto ‘Convocazione alle due’ ce l’avevano sempre, ma quello per scrivermi ‘Come sta il bimbo?’ in due anni non l’hanno mai trovato”.

Il ricordo e il dolore. Non capivano che un bambino, dopo essere stato nove mesi dentro di te, nei primi anni di vita ha ancora bisogno di quel calore, di quella presenza – ricorda quasi in lacrime la storica conduttrice di Zelig – Ho chiesto che mi venissero incontro, un aiuto, ma non me l’hanno dato. Allora il mio atteggiamento nei loro confronti è diventato di indifferenza. Ma il dolore è rimasto e me lo porterò sempre dentro, a quarant’anni e anche a cinquanta. Per questo me ne sono andata. Con Zelig è finita quando sono diventata mamma”.

R. E.