Endometriosi, parte la campagna sulle reti RAI

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:52

Campagna RAI sull’endometriosi. E’ stata presentata questa mattina a Roma la campagna istituzionale informativa sull’endometriosi, la patologia che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia, compromettendone seriamente la qualità della vita e causando spesso infertilità. Approderà sulle reti Rai il 19 luglio lo spot realizzato dal ministero per le Pari opportunità in collaborazione con la Fondazione italiana endometriosi onlus (Fie). Alla campagna si affianca l’incessante attività di ricerca scientifica per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura, oltre a un pacchetto di misure predisposte dagli Enti coinvolti a sostegno delle pazienti affette dalla malattia.

Fiducia nelle donne. ”Il problema – sottolinea il Ministro Mara Carfagna – è stato troppo a lungo sottovalutato. Con questo spot vogliamo andare oltre, aiutando le donne a conoscere la malattia e a ritrovare fiducia”. “Alle donne dico di avere coraggio – afferma Nancy Brilli, testimonial dello spot – Troppo spesso la prima cosa che viene detta alle donne con endometriosi è che non potranno avere figli. Forse è probabile, ma non sicuro, non è una condanna senza appello. La cosa più importante è mantenere la malattia sotto controllo. Non bisogna sottovalutare i sintomi: a volte basta una semplice analisi del sangue e con le cure del caso le ovaie possono essere salvate. L’endometriosi si può combattere, l’importante è non aspettare”.

Endometriosi colpisce 3 milioni di donne in Italia. La Campagna Rai è frutto di un costante lavoro avviato nel 2009 con la firma del primo Protocollo d’Intesa sull’Endometriosi e con l’istituzione di un Tavolo Tecnico presso il Ministero per le Pari Opportunità. L’endometriosi è una malattia originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero (endometrio) in altri organi come ovaie, tube, vagina, intestino; questo spostamento di tessuto provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale. Per ora è ancora priva di una cura risolutiva.

Adriana Ruggeri

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