Gianfranco Fini romperà gli indugi nel corso di una conferenza stampa indetta questo pomeriggio a Roma. A fornirgli l’occasione sarà l’inaugurazione della sede nazionale di Fli, sita a Roma nella centralissima via Poli, nel corso della quale il presidente della Camera parlerà presumibilmente degli ultimi accadimenti all’interno del suo partito. Ma non è escluso che il presidente dei deputati voglia intrattenersi anche su analisi più “ariose” e possa, per questo, consegnare ai giornalisti qualche “ghiotta” considerazione sul delicatissimo momento nazionale. Intanto, in un’intervista a L’Espresso, il finiano Fabio Granata è tornato a  sparare a zero sui transfughi Ronchi, Urso e Scalia: “Siamo disgustati da quanto hanno fatto – ha detto – Nei circoli si festeggia la loro uscita”.

Fini e il post Ronchi – Di cose da dire, Gianfranco Fini, ne avrà parecchie. Dopo la “dipartita” (politica) di Adolfo Urso, Pippo Scalia e Andrea Ronchi dal suo partito, i commenti al vetriolo sull’inconsistenza di Fli e sull’impossibilità di imporsi nello scenario nazionale come schieramento credibile e appetibile non si sono contati. Attacchi e sbeffeggiamenti a cui il presidente della Camera tenterà presumibilmente di rispondere in modo convincente nel corso della conferenza stampa convocata per le 16,00 di questo pomeriggio a Roma, in occasione dell’inaugurazione della sede nazionale di Fli.

Una sede a metà – La location è prestigiosa: sarà la centralissima via Poli (a due passi da Montecitorio e da palazzo Chigi) a fare, infatti, da “scenario” al quartier generale di Fli. In uno stabile elegante, che ospita già la  rappresentanza della Regione Campania a Roma e – cosa spietatamente ironica – i Club della libertà di Mario Valducci. Come dire che i finiani potrebbero dividere il pianerottolo con gli sfegatati supporter di Silvio Berlusconi. Accanto al presidente della Camera, nel corso della conferenza stampa di oggi, ci sarà anche l’immancabile vice Italo Bocchino.

L’affondo di Granata – Intanto un altro irriducibile sodale di Gianfranco Fini, Fabio Granata, è tornato oggi a infiammare la cronaca politica con un’intervista rilasciata a L’Espresso, nella quale non ha fatto mistero della scarsa considerazione tributata agli ex compagni di partito (Ronchi, Scalia e Urso), che hanno deciso di riavvicinarsi al Pdl rapiti dai “buoni propositi” di Angelino Alfano. “A mio avviso – ha detto Granata – avevano questo mandato: quello di logorare dall’interno il partito. Anche perché se ne sono andati senza portarsi dietro neppure un consigliere di quartiere”.

Un addio da festeggiare – “Si doveva dare l’idea, attraverso il depauperamento del numero dei parlamentari, dell’affievolirsi del progetto – ha rincarato il finiano – Sono persone che rappresentano malamente se stessi. Persone che hanno avuto un ruolo soltanto perché concesso da Fini. La nostra opinione pubblica è disgustata da quanto hanno fatto, e c’è un generale e diffuso festeggiamento in tutti i circoli di Fli perché se ne sono andati”.

Maria Saporito