Manovra: Pdl diviso su ordini professionali e stipendi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:38

Pdl si divide sulla manovra: Un’ottantina di parlamentari del Pdl, in particolare avvocati e notai, potrebbero non votare la manovra economica, nel caso non venisse ritirata la norma sulla liberalizzazione delle professioni. Un avvocato e parlamentare  Pdl avrebbe infatti affermato che “fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, il testo non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti”. Una posizione durissima, che rischia di spaccare in due il partito di maggioranza sulla manovra economica da approvare a giorni.

Professionisti a rischio: lo affermano in una nota congiunta riportata dal Corriere della Sera gli onorevoli Marsiglio, Rampelli, Mancuso, Ghiglia e Barani, esprimendo “forte preoccupazione per il contenuto della manovra finanziaria che tratta della liberalizzazione delle professioni”, in quanto, se applicata, “verrebbe a saltare il meccanismo fondamentale di alimentazione delle casse degli ordini e ci troveremmo ad avere 1,6 milioni di professionisti costretti a bussare alle casse dello Stato”. A tentare di spegnere l’incendio tutto politico interno alla maggioranza ci ha provato Maurizio Gasparri, che ha spiegato che la questione dell’abolizione degli ordini professionali “non sussiste” e che molti starebbero reagendo “ad un testo che non c’è”.

Stipendi, vitalizi e incarichi paralleli. A creare malumori ci sarebbero però anche altre norme contenute in un emendamento al testo della manovra economica che venerdì sarà al vaglio del Senato. In particolare la revisione degli stipendi, la modifica dei meccanismi dei vitalizio una volta terminata l’attività di parlamentare e l’incompatibilità tra quest’ultima e altri incarichi, come il sindaco o il presidente di provincia. Nel primo caso l’emendamento firmato da Pd, Idv e Udc tenderebbe ad equiparare gli stipendi a quelli dei colleghi europei e nel secondo ad adottare “trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente”.

A.S.


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