Bergamo: Asian Dub Foundation on stage (foto)

Summer Sound Festival, Bergamo, Asian Dub Foundation. Gli Asian Dub Foundation approdano a Bergamo per la serata di chiusura del Summer Sound Festival 2011.
Con un mix esplosivo di dance, reggae ed influenze punk rock, la band ingelse torna in Italia, dopo pochi mesi dal loro ultimo album: “A HISTORY OF NOW”, uscito l’8 febbraio 2011 a tre anni di distanza dal precedente “Punkara” del 2008. Il cd, registrato ai “Lynchmob Studios” di Brendan Lynch, già produttore di Primal Scream e Paul Weller, vede la collaborazione di Max Hayes, ed è stato lanciato dal singolo “A history of now”.

Supporters. Ad aprire il concerto i due gruppi che si sono meglio distinti durante la fase preliminare del concorso “Nuovi Suoni Live”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, le «Capre a sonagli» e i «The Blot».

Il concerto. L’affluenza del pubblico, nonostante il concerto sia gratuito non è delle migliori: la concomitanza con altri grandi eventi nella città di Milano, ha probabilmente spostato l’attenzione del pubblico verso altre manifestazioni.
Alle 22:30 il concerto inzia, con un’introduzione del Dj Pandit G insieme al chitarrista Chandrasonic, unici due componenti rimasti dalla formazione storica del gruppo, datata 1993.
In una manciata di minuti, tutti e 6 i componenti della band sono sul palco, a proporre i nuovi brani della loro ultima fatica, tra cui “A new London Eye” e “Urgent Frequency”.

Ruolo fondamentale è da attribuire al percussionista Cyber, figura carismatica della band, che con soli pochi strumenti riesce a scandire un ritmo sempre crescente che coinvolge e rende lo spettacolo ancora più intenso e interessante.
Il pubblico pare apprezzare la nuova linea musicale adottata dalla band, non più basata sul classico stile Mc e con “A history of now”, singolo di lancio dell’omonimo album, se ne ha la conferma.
Il brano carico di sonorità sia rock che indie è un brano di protesta e attenzione rispetto al rapporto tra uomo e tecnologia, una meditazione sul mondo moderno e sulla possibilità di diventare schiavi delle nuove tecnologie.

Per la seconda metà del concerto invece gli Asian Dub Foundation rispolverano vecchi successi come “Flyover”,  “Fortress europe” e “Rise to the challenge”.
Unica pecca del concerto, la durata: solamente un’ora di musica. Alle 23:30 la band si congeda dal pubblico bergamasco.

Pier Luigi Balzarini

Fotografie di Davide Fumagalli