Melania Rea: nuove indiscrezioni e un monumento alle Casermette

E’ da giorni, ormai, che gli inquirenti dichiarano di essere giunti ad una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea, la ventinovenne residente a Folignano trovata morta il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo. Le indagini, dunque, dovrebbero presto approdare verso qualche punto fermo, sopratutto alla luce delle analisi effettuate dai Ris che, mano mano vengono consegnate alla Procura di Ascoli Piceno. Eppure, fino ad oggi, nessun elemento di rilievo sembra essere stato aggiunto all’intricata vicenda, che consenta di delineare i tratti somatici dell’assassino di Melania. E’ evidente che il divieto di pubblicazione degli atti irripetibili, autopsia e tabulati telefonici, sancito dal pm Umberto Monti attraverso un’ordinanza, è stato pedissequamente rispettato, eppure qualche indiscrezione sui primi risultati degli esami condotti dai carabinieri comincia a trapelare.

Celle telefoniche – Si tratterebbe soltanto di un’indiscrezione al momento, ma si fa sempre più insistente la notizia secondo cui i cellulari di Melania e Salvatore avrebbero agganciato la stessa cella tra le 14.20 e le 14.30 del 18 aprile, giorno della scomparsa della donna. I due telefonini, infatti, si sarebbero collegati nello stesso momento al ripetitore della località Querceto, poco distante dal bosco delle Casermette, dove il corpo senza vita di Melania sarebbe stato ritrovato solo due giorni dopo. Questa voce sarebbe stata confermata al 70%, il che lascia presumere che possa considerarsi attendibile. Se cossì fosse, quindi, l’inchiesta verrebbe trasferita alla Procura di Teramo, per motivi di competenza territoriale.

Autopsia e rislutati dei Ris – Benché, per il momento, non sia giunta ancora una conferma, sembra che anche dai risultati dell’autopsia sarebbe emerso che Melania sia stata uccisa a Ripe di Civitella, notizia che verrebbe suffragata anche dal terriccio e dal polline trovati sotto le scarpe della donna, che sono stati considerati dai Ris non compatibili con la zona di Colle San Marco. Un altro smacco, dunque, all’alibi già traballante di Salvatore Parolisi, marito della vittima ed unico indagato per l’omicidio. Parolisi, infatti, aveva dichiarato fin dall’inizio di essersi recato insieme alla moglie a Colle San Marco, ma la sua ricostruzione non ha mai convinto gli inquirenti, sopratutto a causa della mancanza di testimoni che abbiano confermato la presenza dei coniugi sul Pianoro quel pomeriggio. Secondo gli investigatori, infatti, Parolisi avrebbe ucciso la moglie, inscenando poi il depistaggio e recandosi a Colle San Marco solo in un secondo momento, per costruire il suo alibi.

Le chat di Facebook – Dagli archivi telematici di facebook sarebbe venuto fuori che, quella tra Parolisi e Ludovica, la soldatessa amante del caporalmaggiore, non fosse solo una scappatella, come l’uomo aveva cercato di far credere: centinaia sarebbero le conversazioni, attraverso la chat del social network, intercorse tra i due amanti. Salvatore, registrato con uno pseudonimo, trascorreva ore chiuso nella stanza da bagno per chattare con Ludovica, all’insaputa della moglie che ignorava la sua presenza sul social network. Inoltre, Parolisi si collegava di sovente anche attraverso il computer della caserma, la stessa presso la quale è tornato a lavorare in questi giorni, non più come istruttore, però, ma come semplice impiegato amministrativo.

Un monumento per Melania ed il turismo dell’orrore – Il sindaco di Folignano, Angelo Flaiani, ha proposto di ergere una stele in onore di Melania Rea nel bosco delle Casermette, il luogo in cui la donna fu trovata morta. Per fare ciò, ha chiesto il supporto del sindaco di Civitella del Tronto, Gaetano Luca Ronchi, che si è subito dichiarato disponibile a realizzare l’opera. Tuttavia non ha nascosto il suo turbamento per il “turismo dell’orrore” che in queste settimane continua a ripetersi nel Bosco del Casermette: «Arrivano fin qui pullman di turisti, addirittura genitori con bambini al seguito che indicano loro il posto dove è stato rinvenuto il cadavere – ha detto il sindaco Ronchi -. Forse qualcuno è ancora in cerca di macabri reperti. Un comportamento raccapricciante che mi lascia francamente sbigottito».

Francesca Theodosiu