Scudetto 2006: titolo rimarrà forse all’Inter. In arrivo pioggia di ricorsi juventini?

Scudetto 2006. Arrivano delle importanti novità sul titolo 2005/2006, sul quale il Consiglio Federale del 18 luglio prossimo deve decidere se lasciarlo all’Inter o revocarlo. Un team di esperti legali della Figc ha infatti scoperto che lo scudetto dei veleni sarebbe stato assegnato nell’estate del 2006 alla squadra del presidente Moratti senza alcun atto formale: l’allora commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi avrebbe infatti dato il titolo ai nerazzurri attraverso un semplice ‘scorrimento’ della classifica. In questo modo il Consiglio Federale non dovrebbe pronunciarsi il 18 luglio prossimo, e le richieste mosse dalla Juventus nel proprio esposto potrebbero rimanere inascoltate.  

Inizia la battaglia legale juventina? – Se le cose andassero così, la Juventus potrebbe iniziare una lunga contesa con la Federcalcio: nei giorni passati Andrea Agnelli aveva espresso il suo parere sulla faccenda, e non aveva escluso l’utilizzo di qualsiasi mezzo per ribaltare ogni decisione che gli sarebbe sembrata ingiusta. In Figc intanto ci si prepara alla riunione di oggi, che farà da battistrada a quella del 18 luglio. In via Allegri ci saranno tutte le cariche più importanti del calcio italiano, che esprimeranno il proprio parere sull’intera questione, facendo però capire che lunedì non intenderanno sbilanciarsi più di tanto.

Anche la Fiorentina vuole chiarezza – Intanto la Fiorentina, una delle squadre colpite da Calciopoli, ha chiesto alla Federcalcio che venga chiarito quanto avvenne nel 2006. La richiesta è arrivata attraverso una lettera, nella quale c’era scritto: “E’ necessario che venga spiegato a tutti perché migliaia di telefonate, utili nel loro insieme a precisare la situazione, siano state accantonate dagli inquirenti, alla luce delle novità emerse dal processo di Napoli e dal supplemento di indagine svolto dal procuratore federale Palazzi“. Spiegazioni che secondo la Fiorentina dovrebbero arrivare dal colonnello Auricchio, il capo dell’operazioni che svelarono il sistema corrotto del calcio italiano.

Simone Lo Iacono