Scuola: 67 mila precari verso l’assunzione

Sessantasette mila precari della scuola verranno stabilizzati a partire dal prossimo mese di settembre. E’ questo il risultato centrato ieri dall’intesa tra governo e sindacati, a cui hanno partecipato i ministri Gelmini e Brunetta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e i rappresentanti dei sindacati di categoria. L’accordo, che coinvolgerà sia gli insegnati che il personale Ata (ausiliari tecnici amministrativi), dovrebbe essere perfezionato nel corso dei prossimi giorni, attraverso l’emanazione di un atto da parte dell’Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Grande soddisfazione è stata espressa da parte di tutti i protagonisti dell’intesa, fatta eccezione per il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ha parlato di risultato “insufficiente“.

Scuola meno precaria? – Più di 32 mila docenti e oltre 36 mila tecnici amministrativi: sono questi i numeri che dovrebbero rendere la scuola italiana meno precaria. L’intesa – siglata ieri a palazzo Chigi dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, dal responsabile della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, dal sottosegretario Gianni Letta e dai rappresentanti dei sindacati di categoria – va riferita al Piano triennale (2011-2013) per l’assunzione a tempo indeterminato  attraverso il quale il governo si impegna a stabilizzare 67 mila precari della scuola.

Gelmini: più stabilità e qualità – La parola passerà adesso all’Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, che dovrà provvedere all’emanazione di un atto. Da qui l’avvio di una trattativa tesa a trovare un accordo anche sull’inquadramento giuridico ed economico. “Dal prossimo anno scolastico – ha commentato il ministro Maria Stella Gelmini – il piano di assunzione troverà piena attuazione, garantendo da un lato stabilità al personale della scuola e dall’altro la continuità didattica, indispensabile per elevare la qualità dell’offerta informativa”.

Il placet di Cisl e Uil – Giudizio condiviso dal collega Renato Brunetta: “Si tratta di un importante passo per dare certezza nella continuità del rapporto di lavoro a tanti docenti e – ha osservato il novello sposo – ai lavoratori del comparto che da anni prestano il loro servizio nelle scuole”. Soddisfazione è stata espressa anche dai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti: “Aver ottenuto questo risultato per la scuola in questo momento difficile – ha evidenziato il primo – è un fatto straordinario“. “Rispetto a quanto si è vissuto per decenni – gli ha fatto eco Angeletti – si è di fronte a una vera svolta per i lavoratori del settore”.

La cautela della Camusso – Meno entusiasta la numero uno della Cgil, Susanna Camusso: “E’ un primo risultato positivo – ha detto – ma insufficiente. Adesso ci batteremo non solo perché le assunzioni annunciate siano reali e operative da subito, ma soprattutto perché le soluzioni trovate non stravolgano strutturalmente il contratto di lavoro e perché il governo – ha concluso la sindacalista – assuma l’impegno concreto di coprire per i prossimi anni tutti i posti vacanti e disponibili”.

Maria Saporito