Di Pietro: Votiamo la sfiducia (morale) a Romano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09

L’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa piombata addosso al ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, ha fatto indignare l’opposizione. A partire dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha ieri annunciato l’intenzione di sottoporre alla votazione della Camera una mozione di sfiducia nei confronti del ministro, minacciando di disertare l’Aula fin quando non avrà centrato l’obiettivo. E ai democratici che hanno evidenziato la necessità di unire le forze per raccogliere le 63 firme necessarie a presentare una mozione di sfiducia personale, Massimo Donadi ha risposto: “Non serve, la nostra è una mozione di condanna morale“.

L’ultimatum di Di Pietro – Il cerchio intorno al ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, potrebbe stringersi presto. Almeno in Parlamento. All’indomani dell’ufficializzazione del rinvio a giudizio del pidiellino, accusato di aver favorito gli interessi dei mafiosi in cambio di un sostegno elettorale, il fronte dell’opposizione si compatta per intonare la propria condanna a riguardo. Tra i più insofferenti, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Se dopo il via libera definitivo alla manovra, la mozione di sfiducia non verrà discussa e votata in Aula alla Camera – ha detto – l’Idv non parteciperà più ai lavori”.

La precisazione di Franceschini – “L’ultimo ministro arrivato – ha proseguito l’ex togato – è già inquisito. Per questo il governo deve andare a casa. Abbiamo presentato una mozione individuale di sfiducia e chiediamo che la prossima settimana venga messa ai voti. Fino a quando non sarà votata la mozione, abbandoneremo l’Aula. Dopo l’approvazione della manovra non parteciperemo più ai lavori“. Un aut aut categorico, che ha spinto l’alleato democratico Dario Franceschini a intervenire per ricordare al partito di Di Pietro che la presentazione di una mozione di sfiducia personale necessita della raccolta di almeno 63 firme. Come dire: senza il nostro sostegno, avete le mani legate.

Una condanna morale – Non la pensa allo stesso modo il capogruppo dei dipietristi alla Camera, Massimo Donadi: “Agli amici del Pd che ritengono necessarie le proprie firme per la mozione contro il ministro Romano, rinviato a giudizio per mafia – ha detto – facciamo presente che non si tratta di una mozione di sfiducia individuale. Per questo non abbiamo bisogno delle loro firme, tanto che la mozione è stata già depositata. Non abbiamo presentato una mozione di sfiducia perché un voto di fiducia – ha spiegato Donadi – ricompatterebbe una maggioranza lacerata e ormai tale solo in Parlamento. Ci auguriamo di poter contare sul sostegno del Pd e di tutte le opposizioni per far approvare la mozione di condanna morale nei confronti di un ministro che, per la prima volta nella storia della Repubblica – ha concluso l’esponente dell’Idv – è stato rinviato a giudizio per mafia“.

Maria Saporito

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